
Si inasprisce il confronto nella maggioranza sulla nomina del nuovo presidente della Consob. Dopo le rivendicazioni della Lega, che parla di un’intesa di massima già definita la scorsa estate, arriva la smentita pubblica e netta di Forza Italia. A chiudere la porta è direttamente il vicepremier e leader azzurro Antonio Tajani, che definisce «false» le ricostruzioni del Carroccio sulla possibile nomina del sottosegretario all’Economia Federico Freni.
Tajani: «Nessuno ha mai parlato di Freni»
«Assolutamente no, non c’è mai stato alcun accordo di massima. È falso che ci sia stato un accordo di massima. Nessuno mi ha mai parlato né di Freni né di Consob», afferma Tajani a margine di una conferenza stampa nella sede del partito, dopo lo slittamento della nomina nell’ultimo Consiglio dei ministri. Una presa di posizione che rende evidente il contrasto interno alla coalizione e smentisce apertamente la versione sostenuta dalla Lega nei giorni scorsi.
Il leader di Forza Italia ribadisce la linea anche sul piano politico: «Non è vero quello che ha detto la Lega. Mi dispiace, ma è così». E chiarisce che FI non ha un proprio candidato da sponsorizzare, sottolineando la natura dell’Authority: «Stiamo parlando di un organismo talmente importante che non può essere parte di una lottizzazione politica».
La linea di Forza Italia sulla Consob
Il principio fissato dagli azzurri è netto. Per Tajani, «per la delicatezza della situazione, il presidente deve essere un candidato autorevole, non espressione di un partito politico». Una posizione che punta a difendere il profilo di indipendenza della Consob, chiamata a vigilare sui mercati finanziari in una fase particolarmente sensibile.
L’ipotesi di un compromesso
Nel retroscena delle trattative prende corpo una possibile soluzione di mediazione. L’ipotesi allo studio prevede la nomina di un presidente super partes, condiviso dall’intera maggioranza, accompagnata dall’ingresso di Freni nel consiglio della Consob. Una formula che consentirebbe a Forza Italia di salvaguardare il principio di indipendenza dell’Authority e, allo stesso tempo, alla Lega di non uscire completamente sconfitta dal confronto.
Un dossier più ampio sulle autorità indipendenti
Lo scontro sulla Consob si inserisce in un negoziato più vasto che riguarda anche altre autorità in scadenza nei prossimi mesi. Un dossier delicato, che richiede un equilibrio complessivo tra i partiti di governo e che, alla luce delle parole di Tajani, appare ancora lontano da una soluzione definitiva.


