
La comunità di San Colombano al Lambro è avvolta nel dolore e nell’incredulità per la scomparsa di Lorenzo Malaraggia, il 54enne strappato alla vita domenica 18 gennaio. Padre di un bambino di dieci anni e volto noto nel Lodigiano per la sua passione come dj, Lorenzo era un uomo vitale, dipendente alla Formec Biffi e profondamente legato alla famiglia.
Oggi, giovedì 22 gennaio, è il giorno della verità: presso l’Istituto di Medicina legale di Pavia verrà eseguita l’autopsia disposta dalla Procura di Lodi, chiamata a far luce su un decesso che appare inspiegabile e su cui grava l’ombra del sospetto di una gestione sanitaria lacunosa. Il calvario di Malaraggia inizia giovedì 15 gennaio con un dolore acuto al ginocchio destro. Nonostante i primi antidolorifici prescritti dal medico curante, il gonfiore aumenta fino a sabato mattina, quando l’uomo accusa anche difficoltà respiratorie. «Diceva che gli mancava il respiro», ha confessato la moglie nel suo straziante racconto.
Trasportato al Pronto Soccorso di Lodi, gli accertamenti confermano la presenza di versamento articolare. Tuttavia, come riportato dalla donna, «l’ortopedico era impegnato in sala, avrebbe dovuto aspettare troppo. Così l’hanno dimesso con l’antidolorifico ed è ritornato a casa», con il consiglio di aspirare il liquido nei giorni successivi.
Un’odissea tra ospedali e il tragico epilogo
La famiglia, preoccupata, decide di consultare anche l’ospedale di Piacenza, ricevendo però la medesima diagnosi e nuove dimissioni. Ma la situazione precipita nella notte tra sabato e domenica. Lorenzo entra in uno stato confusionale preoccupante; viene soccorso dalla guardia medica e poi nuovamente dal 118, che lo riporta d’urgenza a Lodi. Qui, secondo l’esposto presentato dai familiari ai carabinieri, l’uomo sarebbe rimasto per ore in attesa di una visita. All’alba, il cuore di Lorenzo si ferma. Nonostante i tentativi di rianimazione durati oltre 50 minuti, il 54enne viene dichiarato morto nella prima mattina di domenica 18 gennaio.
Spetterà ora al magistrato Antonella Dipinto coordinare l’inchiesta per accertare eventuali responsabilità, ritardi o gravi omissioni. La moglie della vittima chiede giustizia: vuole capire se Lorenzo si sarebbe potuto salvare con un ricovero tempestivo. Il sospetto è che quel dolore al ginocchio potesse essere il segnale di una patologia molto più complessa, forse un’embolia o un’infezione sistemica, ignorata durante i vari passaggi ospedalieri. L’esame autoptico dovrà fornire risposte certe a una famiglia distrutta che non accetta la fatalità.


