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Caos maggioranza in Europa, Salvini vota contro Meloni. Blitz improvviso

Pubblicato: 22/01/2026 10:02

La seduta di Strasburgo di ieri si è aperta con un clima teso e un’aria di attesa palpabile. Un voto che sembrava una formalità si è trasformato in un passaggio politico capace di rallentare, forse per anni, uno dei dossier commerciali più delicati dell’Unione europea. Il trattato Ue-Mercosur, già firmato e vicino all’entrata in vigore, si è arenato su una spaccatura profonda che attraversa gruppi parlamentari, governi nazionali e persino le stesse famiglie politiche europee. Una decisione che arriva in un momento di forti tensioni globali e che apre interrogativi non solo economici, ma anche istituzionali e politici.

Trattato Ue-Mercosur e il voto che spacca l’Europa

Con una maggioranza di soli dieci voti, il Parlamento europeo ha deciso di chiedere il rinvio del trattato Ue-Mercosur alla Corte Europea di Giustizia. I numeri fotografano una frattura netta: 334 sì, 324 no e 11 astenuti. La mozione, presentata dalla Sinistra e dai Verdi, ha raccolto consensi trasversali, includendo anche i Patrioti – tra cui la Lega – mentre una richiesta analoga dello stesso gruppo è stata bocciata.

La scelta, riporta Repubblica, è arrivata nonostante i reiterati appelli della Commissione europea e del Consiglio, che avevano invitato a “proteggere l’Europa dai rischi che deve affrontare”, richiamando le pressioni commerciali provenienti dagli Stati Uniti. Un messaggio ribadito poche ore prima del voto dalla presidente Ursula von der Leyen, intervenuta in apertura della plenaria. L’obiettivo era evitare ulteriori rallentamenti su un accordo considerato strategico per l’export europeo.

Determinante è stato il voto dei dissidenti interni ai gruppi: 43 eurodeputati del Ppe e 35 dei Socialisti e Democratici hanno scelto di sostenere il rinvio, soprattutto francesi, polacchi e ungheresi, Paesi che già in Consiglio si erano schierati contro l’intesa. Divisioni evidenti anche tra i liberali e i conservatori, segno di un consenso tutt’altro che compatto.

Mercosur tra Corte Ue e applicazione provvisoria

Il rinvio alla Corte di giustizia dell’Unione europea apre ora uno scenario di stallo che potrebbe durare fino a due anni. Secondo la Commissione Ue, però, le motivazioni sollevate sarebbero già state “affrontate e superate”, dall’architettura giuridica al rispetto del principio di precauzione, che tutela gli standard sanitari e fitosanitari europei. Per questo Bruxelles guarda al rinvio come a una mera tattica dilatoria.

È in questo contesto che prende corpo l’ipotesi più controversa: l’applicazione provvisoria del trattato Mercosur, anche senza il via libera del Parlamento. Un’idea che Ursula von der Leyen intende discutere al Consiglio Europeo. Dall’Emiciclo arriva una spinta chiara in questa direzione: «I Paesi del Mercosur sono impazienti, e anch’io lo sono: non ci sono ostacoli giuridici, abbiamo bisogno di quest’accordo», ha dichiarato Jörgen Warborn, portavoce del Ppe per il commercio internazionale.

Ma la reazione è tutt’altro che unanime. Dai socialisti arriva un avvertimento netto: «Discuteremo internamente se sia necessario prevedere un’applicazione provvisoria e, in quel caso, daremo un segnale alla Commissione», ha spiegato Bernd Lange, presidente della commissione per il commercio internazionale, avvertendo che una mossa unilaterale aprirebbe «un enorme conflitto istituzionale». Ancora più duro il fronte dei promotori del rinvio: «Consideriamo congelato l’accordo con il Mercosur, e che nessuno si azzardi a chiederne l’attuazione provvisoria. Aspettiamo cosa dirà la Corte di giustizia», ha ammonito Valentina Palmisano del M5S-Sinistra.

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Ultimo Aggiornamento: 22/01/2026 10:04
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