
L’ultimo aggiornamento sulla vicenda giudiziaria che coinvolge il figliastro di una delle famiglie reali più note d’Europa ha aggiunto nuovi elementi che complicano ulteriormente un caso già intenso e sotto i riflettori internazionali. Le ultime notizie provenienti dalla Norvegia, come riporta La Repubblica, parlano di un’accusa di droga che si somma a una lunga serie di contestazioni per reati molto gravi.
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Lo scandalo giudiziario e l’accusa di marijuana
La notizia è riportata da La Repubblica, secondo cui a pochi giorni dall’avvio del processo – fissato per il 3 febbraio 2026 – la Procura di Stato norvegese ha aggiunto sei nuovi capi d’accusa contro Marius Borg Høiby, 29 anni, figliastro dell’erede al trono di Norvegia. In particolare, si contesta che nel luglio 2020 il giovane avrebbe ricevuto e trasportato almeno 3,5 chilogrammi di marijuana da Lørenskog a Tønsberg, città distanti circa un’ora e mezza di macchina, per poi consegnarla a terzi. Si tratta di un’accusa separata dalle violenze sessuali e dagli altri reati già sotto indagine, e che lo stesso Borg Høiby avrebbe ammesso di aver commesso.
Secondo il quotidiano, la Procura considera questo episodio isolato e antecedente agli altri fatti contestati, ma la sua inclusione nell’atto d’accusa aumenta la gravità complessiva della posizione dell’imputato. I media norvegesi stimano che quel carico di droga avrebbe avuto un valore all’ingrosso tra 210.000 e mezzo milione di corone (tra circa 18.000 e 43.000 euro).

I capi d’accusa principali e il quadro giudiziario
Il caso è iniziato nel 2024, quando il rampollo – pur non essendo un membro ufficiale della monarchia (non figura nella linea di successione perché nato prima del matrimonio reale della madre) – è stato arrestato più volte in relazione a denunce da parte di diverse donne e a episodi di violenza. Oltre al reato di traffico e trasporto di sostanze stupefacenti, Borg Høiby dovrà rispondere di 32 capi d’accusa complessivi, che includono quattro imputazioni di violenza sessuale contro altrettante donne, atti di violenza domestica e altre condotte gravi secondo quanto riporta il quotidiano norvegese Verdens Gang.
Le accuse spaziano da comportamenti violenti verso ex partner alla violazione di ordini restrittivi, fino a episodi di pericolo alla sicurezza pubblica. Il complesso delle contestazioni potrebbe portare a una condanna fino a dieci anni di carcere o più, secondo le previsioni della legge norvegese in relazione alle singole imputazioni.

Il contesto familiare e l’impatto sull’immagine reale
Il coinvolgimento di Marius Borg Høiby ha travolto la famiglia reale norvegese in un periodo già segnato da pressioni interne e difficoltà personali. La madre, la principessa ereditaria Mette‑Marit, ha visto aggravarsi le proprie condizioni di salute negli ultimi mesi, costringendola a cancellare molti impegni pubblici e ad affrontare trattamenti medici per una malattia polmonare degenerativa. La situazione si è intrecciata con le vicende giudiziarie del figlio, sottolineando la complessità del momento per la corona di Oslo come riporta La Repubblica.
Nonostante Borg Høiby non abbia titoli ufficiali né ruoli istituzionali, la sua storia è diventata un fatto di pubblico dominio e ha acceso dibattiti non solo in Norvegia ma anche nei media europei. Polizia, opinione pubblica e associazioni per i diritti delle vittime hanno osservato con crescente attenzione l’evolversi delle indagini e delle imputazioni, in un quadro destinato a rimanere sotto stretta osservazione durante il corso del processo nei prossimi mesi.


