
Durante la conferenza stampa al termine del vertice intergovernativo Italia-Germania a Roma, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata chiamata a rispondere a due domande particolarmente dirette sul presidente americano Donald Trump. I quesiti, posti da una giornalista in sala, hanno riguardato l’autocandidatura del tycoon al Premio Nobel per la Pace e presunti problemi legati alla sua salute mentale.
La replica sui dubbi sulla salute mentale
Meloni ha risposto con fermezza, respingendo l’impostazione della domanda e richiamando il principio del rispetto delle scelte democratiche. «Donald Trump è il presidente eletto degli Stati Uniti», ha affermato, sottolineando come valutazioni simili siano state rivolte in passato anche ad altri leader.
«Questi stessi discorsi li ho sentiti fare su Joe Biden prima di lui», ha aggiunto la premier, ricordando poi un episodio personale: «Li ho sentiti fare addirittura su di me quando, a un certo punto, mi sono dovuta assentare per cinque giorni perché non stavo bene. Sarà in grado Giorgia Meloni di guidare il suo Paese?».
Secondo la presidente del Consiglio, il nodo centrale resta il rispetto delle istituzioni e del voto popolare. «Credo che occorra fare i conti con la democrazia e con leader che sono eletti e scelti dai propri cittadini, con i quali noi ci interfacciamo perché non siamo noi, ringraziando Dio, a scegliere chi governa le altre nazioni», ha spiegato.
Il tema del Nobel per la pace
Rispondendo alla domanda sull’autocandidatura di Trump al Premio Nobel per la Pace, Meloni ha mantenuto un tono pragmatico, legando il riconoscimento ai risultati concreti sul piano internazionale. «Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump», ha dichiarato.
La premier ha precisato che un simile riconoscimento avrebbe senso solo a fronte di un contributo reale alla stabilità globale, in particolare sul fronte ucraino. «Confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l’Ucraina», ha aggiunto, osservando che solo in quel caso «potremo finalmente anche noi candidare Donald Trump al Nobel per la pace».
Una linea di realismo politico
Le parole della presidente del Consiglio si inseriscono in una linea di realismo politico già emersa nel corso del vertice con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Meloni ha ribadito la necessità di confrontarsi con i leader scelti democraticamente dagli elettori e di valutare l’azione politica sulla base dei risultati, evitando giudizi personali o etichette che rischiano di spostare il confronto fuori dal terreno istituzionale.
Un messaggio che guarda al rispetto delle regole democratiche e alla centralità dei rapporti tra Stati, soprattutto in una fase internazionale segnata da conflitti aperti e da delicati equilibri geopolitici.


