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“Mi aiuti a…”. Riccardo scomparso, la straziante lettera della madre a Giorgia Meloni

Pubblicato: 15/06/2026 22:55

Una lettera carica di dolore, speranza e determinazione. Federica Pambianchi, madre di Riccardo Branchini, il 19enne scomparso il 13 ottobre 2024 ad Acqualagna, ha deciso di rivolgersi direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un intervento sulla vicenda che da oltre venti mesi tiene la famiglia sospesa nell’incertezza.

Nella lunga missiva, la donna si presenta prima di tutto come una madre alla ricerca di risposte. «Non le scrivo come cittadina e non per motivi politici, ma come madre», afferma, raccontando il dramma vissuto dalla scomparsa del figlio e il dolore di non conoscere ancora il suo destino.

Riccardo Branchini è sparito nel nulla il 13 ottobre 2024. La sua auto è stata ritrovata nei pressi della Diga del Furlo, con all’interno tutti gli effetti personali: documenti, portafoglio, denaro, chiavi, vestiti e zaino. Tutto era al suo posto, tranne il ragazzo.

Negli ultimi mesi è emerso anche il contenuto di una lettera lasciata dal giovane prima della scomparsa. Un elemento che ha alimentato il timore della famiglia che Riccardo possa aver compiuto un gesto estremo proprio nell’area della diga, dove da tempo si concentrano le ricerche.

La madre ricorda come siano state avviate indagini per istigazione al suicidio e numerose attività investigative, ma sottolinea che il procedimento si starebbe ora avviando verso l’archiviazione senza aver fornito una risposta definitiva sulla sorte del figlio.

Al centro della battaglia di Federica Pambianchi c’è la richiesta di procedere con una verifica approfondita dell’invaso della Diga del Furlo. Dopo un primo progetto di svuotamento progressivo dell’area, l’intervento sarebbe stato bloccato a seguito delle osservazioni avanzate dalla Provincia di Pesaro e Urbino per ragioni legate alla tutela della fauna ittica.

La donna evidenzia come, nonostante il trascorrere del tempo renda sempre più difficile un eventuale ritrovamento, ogni accertamento possa risultare fondamentale. «Anche una minima risposta ha un valore enorme», scrive, spiegando che per una madre l’attesa non si misura con criteri tecnici ma con speranza, angoscia e bisogno di verità.

Nelle scorse settimane, inoltre, la stessa Pambianchi ha rinvenuto alcuni indumenti nei pressi del fiume vicino alla diga. Gli oggetti, ritenuti compatibili con quelli indossati da Riccardo al momento della scomparsa, sono stati consegnati alla Procura per gli accertamenti e gli eventuali esami genetici.

La lettera si conclude con un appello diretto alla premier. «Mi aiuti a non restare sospesa in questa incertezza. Da madre a madre, le chiedo aiuto», scrive Federica Pambianchi, determinata a continuare la ricerca della verità sul destino di Riccardo Branchini, finché non arriverà una risposta definitiva.

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