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Strage Crans-Montana, adesso interviene l’Italia: la Procura di Roma manda gli investigatori in Svizzera

Pubblicato: 26/01/2026 13:22

L’inchiesta sulla tragica strage di Crans-Montana entra in una fase cruciale che vede una stretta collaborazione internazionale tra le autorità italiane e quelle elvetiche. La Procura di Roma, determinata a fare piena luce sulle dinamiche che hanno portato al rogo devastante del locale Costellation, ha manifestato ufficialmente l’intenzione di inviare una squadra operativa direttamente sul campo. Questa decisione non rappresenta soltanto un atto formale, ma sottolinea l’urgenza di fornire risposte concrete alle famiglie delle vittime, in particolare per i sei cittadini italiani che hanno perso la vita in quella che è stata definita una vera e propria catastrofe. L’invio di personale specializzato servirà a garantire che ogni dettaglio tecnico e logistico venga analizzato con la massima precisione possibile.

Una cooperazione giudiziaria senza confini

La richiesta formale per l’invio del team è stata inserita all’interno di una rogatoria internazionale già trasmessa alle autorità svizzere. Il gruppo di investigatori che partirà dalla capitale sarà composto da agenti scelti della Squadra Mobile, i quali avranno il compito di affiancare i colleghi di Sion nelle attività di indagine sul sito del disastro. Questa sinergia è fondamentale per incrociare i dati raccolti e per permettere agli inquirenti romani di avere una visione diretta delle prove materiali. Non si tratta di una semplice assistenza, ma di una partecipazione attiva volta a ricostruire la catena di eventi che ha trasformato una serata di svago in un incendio mortale capace di contare complessivamente quaranta vittime.

Oltre alla presenza degli agenti della Squadra Mobile, l’agenda giudiziaria prevede passi significativi anche per i magistrati romani. Entro la fine del mese di febbraio 2026, i pubblici ministeri titolari del fascicolo a piazzale Clodio si recheranno personalmente in Svizzera per un vertice con i magistrati locali. L’obiettivo dell’incontro è quello di stabilire un protocollo operativo fluido e di discutere i primi riscontri emersi dalle perizie tecniche. Questo viaggio istituzionale servirà a consolidare il rapporto di fiducia tra le due procure, facilitando il passaggio di informazioni riservate e accelerando i tempi di una giustizia che l’opinione pubblica richiede a gran voce.

La documentazione tecnica al centro del caso

Un punto cardine della rogatoria riguarda la richiesta di acquisizione di tutta la documentazione amministrativa e tecnica relativa alla struttura colpita dalle fiamme. Gli inquirenti italiani vogliono esaminare con estrema attenzione le autorizzazioni ottenute in passato dal locale Costellation, verificando se fossero stati effettuati i controlli periodici da parte delle autorità di vigilanza svizzere. L’attenzione è rivolta specialmente allo stato di attuazione delle normative antinfortunistiche e ai protocolli di sicurezza antincendio che avrebbero dovuto proteggere gli ospiti. Si cerca di capire se vi siano state carenze strutturali o negligenze gestionali che hanno impedito una corretta evacuazione dei locali durante l’emergenza.

Verso l’iscrizione dei primi indagati

Al momento attuale il fascicolo aperto presso la Procura di Roma ipotizza i reati di omicidio colposo e disastro colposo, ma risulta ancora a carico di ignoti. Tuttavia, questa situazione di stallo procedurale è destinata a mutare rapidamente non appena gli incartamenti provenienti dalla Svizzera saranno ufficialmente depositati presso gli uffici giudiziari italiani. Le indiscrezioni suggeriscono che, una volta analizzati i primi verbali, si procederà con l’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici della struttura. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza figurano quelli dei gestori, Jaques Moretti e sua moglie Jessica, la cui posizione è al vaglio per accertare eventuali responsabilità dirette o omissive nella gestione del rischio e nella manutenzione degli impianti del locale.

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