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“Così ti rubano l’account”. WhatsApp, attenzione a questo codice! La truffa svuota il telefono

Pubblicato: 26/01/2026 13:32

La truffa del codice a sei cifre su WhatsApp rappresenta una delle insidie più pericolose del panorama digitale moderno perché non punta a scardinare i sistemi informatici della piattaforma ma mira direttamente alla fiducia e alla psicologia delle persone. Questo attacco si basa su una dinamica di ingegneria sociale estremamente efficace che sfrutta il rapporto di conoscenza tra i contatti per abbassare le difese della vittima. La potenza di questa minaccia risiede nella sua apparente banalità poiché tutto inizia con un semplice messaggio che sembra provenire da un amico o un parente in difficoltà. Nonostante le tecnologie di crittografia avanzate adottate da Meta il fattore umano rimane l’anello debole della catena di sicurezza ed è proprio su questo elemento che i criminali informatici costruiscono le loro strategie di furto d’identità.

Come funziona l’inganno psicologico

Il processo di manipolazione inizia con la ricezione di un messaggio di testo SMS che contiene un codice di verifica a sei cifre inviato ufficialmente dal sistema di WhatsApp. Pochi istanti dopo l’utente riceve un messaggio sulla chat dell’applicazione da parte di un conoscente che afferma di aver inviato quel codice per errore al numero sbagliato e chiede cortesemente di leggerglielo. In realtà il profilo del conoscente è già stato rubato in precedenza e il criminale lo sta utilizzando come esca per dare credibilità alla richiesta. Fornire quei numeri significa autorizzare il trasferimento del proprio account su un altro dispositivo poiché quel codice è l’unico strumento che serve al sistema per validare l’identità del proprietario. Una volta che l’attaccante inserisce le cifre il legittimo titolare viene immediatamente disconnesso dal proprio profilo e perde ogni controllo sulle proprie conversazioni.

Una volta ottenuto l’accesso abusivo il malintenzionato entra in possesso di una miniera di informazioni sensibili che possono essere utilizzate per scopi criminali molto diversi tra loro. Il primo obiettivo è solitamente quello di replicare la truffa inviando lo stesso messaggio a tutti i contatti presenti nella rubrica della vittima alimentando una catena virale difficile da arrestare. Oltre a questo i cybercriminali possono leggere le chat private e visualizzare file multimediali per tentare estorsioni dirette o per raccogliere dati utili a commettere truffe finanziarie più complesse. In molti casi l’account viene utilizzato per richiedere somme di denaro urgenti ai familiari della vittima fingendo un’emergenza improvvisa rendendo il danno non solo digitale ma anche economico e morale.

L’importanza della verifica in due passaggi

Per prevenire efficacemente questo scenario esiste uno strumento di difesa fondamentale che ogni utente dovrebbe attivare immediatamente ovvero la verifica in due passaggi. Questa funzione aggiunge un ulteriore livello di protezione che va oltre il semplice codice inviato tramite SMS. Si tratta di un PIN personale e segreto creato dall’utente che viene richiesto periodicamente dal sistema e soprattutto ogni volta che si tenta di registrare il numero su un nuovo telefono. Senza la conoscenza di questo codice numerico personalizzato anche un attaccante in possesso del messaggio SMS di attivazione rimarrebbe bloccato fuori dal profilo. Attivare questa opzione è un passaggio obbligatorio per chiunque voglia proteggere la propria identità digitale in modo professionale e sicuro.

Per mettere in sicurezza il proprio profilo è necessario recarsi nelle impostazioni di WhatsApp e navigare nella sezione dedicata all’account dove si trova la voce relativa alla verifica in due passaggi. Una volta selezionata questa opzione il sistema guiderà l’utente nella creazione di un codice a sei cifre che deve essere memorizzato con cura e non condiviso con nessuno. Durante la configurazione viene inoltre richiesto di inserire un indirizzo email di recupero che servirà a resettare il PIN nel caso in cui dovesse essere dimenticato. Questo passaggio è cruciale per evitare di rimanere chiusi fuori dal proprio account accidentalmente ed è un pilastro della strategia di difesa contro ogni tentativo di hijacking esterno.

Metodi di recupero in caso di attacco

Se purtroppo l’account è già stato compromesso e non si ha più accesso alle proprie chat bisogna agire con la massima rapidità per limitare i danni. La prima azione da compiere è tentare un nuovo accesso immediato inserendo il proprio numero di telefono nell’applicazione e richiedendo un nuovo codice di verifica via SMS. Quando si inserisce il nuovo codice ricevuto ufficialmente il sistema provvederà a disconnettere automaticamente l’intruso restituendo la proprietà dell’account al titolare. È importante ricordare che se l’attaccante ha attivato a sua volta la verifica in due passaggi dopo il furto il legittimo proprietario potrebbe dover attendere alcuni giorni prima di poter accedere nuovamente ma l’intruso sarà comunque estromesso dal sistema impedendogli di continuare a operare a nome della vittima.

Comportamenti virtuosi e segnalazione

Oltre alle misure tecniche la difesa migliore rimane sempre la diffidenza verso richieste insolite anche se provengono da persone fidate. Non bisogna mai condividere i codici di sicurezza ricevuti via SMS con nessuno e occorre evitare di cliccare su link sospetti che promettono premi o richiedono aggiornamenti urgenti dell’account. Qualora si riceva una richiesta di questo tipo è fondamentale contattare la persona interessata tramite una chiamata telefonica tradizionale per verificare l’effettiva identità del mittente. Se si ha la certezza di un tentativo di truffa è bene procedere subito con il blocco e la segnalazione del contatto all’interno della piattaforma in modo che il team di sicurezza di Meta possa intervenire tempestivamente per chiudere i profili compromessi e proteggere il resto della comunità digitale.

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