
L’Italia porterà a Bruxelles una proposta formale per inserire i Guardiani della Rivoluzione iraniani (Pasdaran) nella lista europea delle organizzazioni terroristiche. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, spiegando che l’iniziativa verrà presentata giovedì nel corso della riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea.
Secondo Tajani, le vittime civili causate dalla repressione delle proteste in Iran rendono necessaria una presa di posizione netta da parte dell’Europa.
Tajani: “Serve una risposta chiara dell’Unione europea”
In un messaggio pubblicato su X, il titolare della Farnesina ha dichiarato che “le perdite subite dalla popolazione civile durante le proteste impongono una risposta chiara”. Per questo motivo, ha annunciato che proporrà, in coordinamento con gli altri partner europei, l’inclusione dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, accompagnata da sanzioni individuali nei confronti dei responsabili degli atti di repressione.
L’obiettivo, ha spiegato Tajani, è quello di rafforzare la pressione internazionale su Teheran attraverso strumenti politici e diplomatici condivisi a livello europeo.
#Iran Le perdite subite dalla popolazione civile durante le proteste impongono una risposta chiara.
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) January 26, 2026
Giovedì alla riunione dei Ministri degli Esteri europei a Bruxelles proporrò, in coordinamento con gli altri partner, l’inclusione dei Guardiani della Rivoluzione nella lista…
Il sostegno di Israele all’iniziativa italiana
All’annuncio del ministro italiano è seguita la reazione di Israele. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha espresso il proprio apprezzamento per la posizione assunta da Roma, definendola una dichiarazione importante
In un intervento sui social, Sa’ar ha inoltre rinnovato l’appello all’Unione europea affinché proceda con la designazione dei Pasdaran come organizzazione terroristica, invitando Bruxelles a compiere quella che ha definito una “decisione morale necessaria”. La proposta italiana arriva in un contesto di forte attenzione internazionale sulla situazione dei diritti umani in Iran e potrebbe aprire un nuovo capitolo nel confronto tra l’Ue e il regime di Teheran.

