
L’America sta letteralmente congelando sotto il peso di un’ondata artica senza precedenti, con temperature che hanno raggiunto i -30 gradi, paralizzando intere metropoli e lasciando oltre un milione di persone al buio. Ma mentre gli Stati Uniti combattono contro bufere e voli cancellati, gli scienziati guardano con apprensione al cielo: il colpevole di questo caos è il vortice polare, un gigante atmosferico che, indebolendosi, minaccia di invadere anche l’Europa nel corso di febbraio.
Per comprendere la portata del dramma, bisogna immaginare il vortice polare come un sistema di bassa pressione che normalmente tiene l’aria gelida “imprigionata” sopra l’Artico. Quando questo sistema si indebolisce, l’aria fredda trabocca verso sud. “La frequenza con cui si verificano i vortici polari deboli è in aumento e i momenti in cui il vortice polare è forte o circolare si verificano meno frequentemente”, spiega Judah Cohen, ricercatore del MIT. Secondo il suo studio, il surriscaldamento dell’Artico — che viaggia a velocità quattro volte superiori alla media globale — sta destabilizzando questo equilibrio, trasformando il clima invernale in una roulette russa di eventi estremi.
Il fenomeno dello “split” e le incognite per l’Italia
Il cuore del problema risiede nell’interazione tra la troposfera e la stratosfera. Un improvviso riscaldamento stratosferico, noto come major stratwarming, può infatti causare uno “split”, ovvero la divisione del vortice in due distinti lobi gelidi. Questo sdoppiamento, come sottolineato dagli esperti del Consorzio Lamma, è ciò che storicamente ha portato il gelo siderale alle nostre latitudini, citando episodi storici come quelli del 1985 o del 2018.
Tuttavia, la scienza non è unanime sulla correlazione diretta tra crisi climatica e indebolimento del vortice. Amy Butler, scienziata atmosferica presso la NOAA, avverte che “ci sono molti fattori che possono alterare l’intensità del vortice polare”, citando come lo scioglimento dei ghiacci marini (specialmente nei mari di Barents e Kara) possa indebolirlo, mentre altri riscaldamenti atmosferici potrebbero, paradossalmente, rinforzarlo.
Cosa dobbiamo aspettarci per le prossime settimane? I modelli matematici indicano un segnale di forte disturbo proprio per l’inizio di febbraio. Sebbene sia ancora presto per confermare se il freddo colpirà direttamente il Mediterraneo o l’Italia, l’instabilità è assicurata. In una prima fase, l’aria polare dovrebbe investire l’Europa settentrionale, mentre per la seconda metà del mese il rischio di irruzioni gelide da nord si fa più concreto. Se il vortice dovesse effettivamente spezzarsi, il Centro-Nord potrebbe trovarsi ad affrontare tempeste e nevicate intense, figlie di un sistema climatico sempre più fuori controllo.


