Vai al contenuto

Crans-Montana, nuovi audio svelano test improvvisati e materiali pericolosi: la sicurezza lasciata al caso

Pubblicato: 27/01/2026 12:51

L’inchiesta sulla tragedia del Constellation di Crans-Montana si arricchisce di nuovi e inquietanti dettagli che gettano un’ombra ancora più scura sulla gestione della sicurezza all’interno del locale. La notte di Capodanno, che avrebbe dovuto essere un momento di festa, si è trasformata in un incubo costato la vita a 40 persone, lasciandone oltre cento ferite. Al centro delle indagini coordinate dalla procura di Sion ci sono ora nuovi file audio e video che sembrano confermare una condotta imprudente e quasi amatoriale da parte dei responsabili della struttura, in particolare di Jacques Moretti, figura chiave di questa drammatica vicenda giudiziaria.

I messaggi vocali e la gestione del materiale

Il materiale probatorio recentemente acquisito include una serie di messaggi vocali scambiati tra Moretti e un suo stretto collaboratore, Gaetan. In questi audio si percepisce chiaramente la preoccupazione per la stabilità della schiuma fonoassorbente applicata al soffitto, che mostrava evidenti segni di cedimento già prima del disastro. Moretti, che è recentemente tornato in libertà grazie al pagamento di una cauzione da parte di un imprenditore ginevrino, chiedeva conferme sulla tenuta del materiale. La sua incertezza emerge in modo lampante quando ammette di aver utilizzato un tipo di schiuma di cui non conosceva le proprietà tecniche, delegando al dipendente il compito di verificare se i pannelli cadessero o meno.

Oltre ai file audio, sono emersi filmati definiti scioccanti dagli avvocati delle parti lese, che mostrano le condizioni precarie in cui versava il soffitto del locale. In questi video si vede chiaramente il personale mentre cerca di bloccare i pannelli acustici utilizzando delle stecche da biliardo come puntelli di fortuna per evitare che crollassero sulla pista da ballo. Questa metodologia di intervento, definita artigianale e totalmente priva di standard di sicurezza, testimonia una gestione del rischio assolutamente inadeguata per un locale pubblico. Il padre del collaboratore di Moretti, dopo aver visto le immagini, ha deciso di esortare il figlio a consegnare tutto agli inquirenti per denunciare la totale mancanza di professionalità e il disprezzo per l’incolumità dei clienti.

Uno dei punti più controversi emersi dalle audizioni riguarda un esperimento condotto personalmente da Moretti sul materiale isolante. L’imprenditore ha confessato di aver testato la schiuma fonoassorbente utilizzando un cannello a fiamma per verificarne la resistenza al calore. Nonostante avesse constatato che la fiamma trapassava completamente il materiale e che la combustione generava un fumo tossico capace di stordirlo, Moretti ha proseguito con l’installazione, minimizzando i pericoli evidenti. Questa ammissione pesa come un macigno sulla sua posizione giudiziaria, poiché dimostra la piena consapevolezza della facile infiammabilità del rivestimento che avrebbe poi alimentato il rogo micidiale.

Un altro aspetto su cui la magistratura intende fare piena luce riguarda il ruolo delle autorità locali e dei vigili del fuoco. Moretti ha infatti dichiarato che tra il 2018 e il 2019 il Constellation era stato regolarmente sottoposto a ispezioni di sicurezza da parte del Comune di Crans-Montana. Secondo quanto riferito, in quelle occasioni non sarebbe stata mossa alcuna contestazione formale riguardante i materiali o le uscite di sicurezza. Gli inquirenti stanno ora riesaminando tutti i verbali dell’epoca per capire come sia stato possibile ignorare criticità così gravi o se le condizioni del locale siano peggiorate drasticamente solo in tempi più recenti a causa di ristrutturazioni non autorizzate o manutenzioni negligenti.

La battaglia legale delle famiglie delle vittime

L’avvocato Romain Jordan, che rappresenta una parte numerosa delle famiglie coinvolte, sta spingendo affinché ogni singolo frammento di prova venga analizzato con la massima severità. Le testimonianze raccolte suggeriscono che il locale venisse gestito con la stessa logica di una cantina privata piuttosto che di una discoteca di alto profilo. La consegna spontanea dei video da parte dei collaboratori sta aprendo nuovi scenari che potrebbero portare all’incriminazione di altri soggetti coinvolti nella catena di comando e dei responsabili dei mancati controlli. La comunità internazionale osserva con attenzione lo sviluppo di questo caso, che mette in discussione i protocolli di sicurezza nelle località turistiche più rinomate d’Europa.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure