
Il gip di Pavia ha deciso che non ci sarà alcun incidente probatorio per verificare i computer di Alberto Stasi e Chiara Poggi. La richiesta, avanzata dai legali del 37enne, è stata respinta in quanto manca il presupposto tecnico procedurale necessario: un’eventuale perizia “terza” sui dispositivi, se svolta durante il processo, richiederebbe più di 60 giorni, condizione indispensabile per l’istituzione dell’incidente probatorio.
Nel provvedimento, la giudice sottolinea che le analisi richieste sono già parte di una consulenza della Procura di Pavia, che ha disposto accertamenti informatici sia sul pc di Stasi, con particolare riferimento alla sera del 12 agosto 2007, sia sul pc di Chiara Poggi. I consulenti dei pm hanno confermato che il lavoro sulle copie forensi dei computer non supererà i 60 giorni.
La disputa sui dati informatici
Nei giorni scorsi, gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, avevano presentato i risultati di una loro consulenza sul pc di Stasi. Secondo la difesa, la sera precedente l’omicidio Chiara Poggi avrebbe avuto accesso a una cartella contenente file pornografici catalogati da Stasi, un elemento ritenuto potenzialmente legato al movente dell’omicidio.
Dalla parte opposta, gli avvocati di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, hanno precisato che i primi accertamenti non confermano quanto sostenuto dalla difesa Poggi, già chiarito in precedenti perizie. La difesa di Stasi ha inoltre annunciato l’intenzione di estendere le analisi forensi anche sul computer di Chiara Poggi per verificare eventuali dati di interesse.
Nuove indagini e ipotesi sul movente
Nelle nuove indagini sull’omicidio di Garlasco, gli inquirenti valutano se sul pc di Chiara possa esserci stato accesso a un filmato intimo che coinvolgerebbe entrambi i giovani. La difesa di Sempio, con gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, segue con attenzione questi accertamenti, interessata a eventuali elementi che possano chiarire il movente di Stasi o rafforzare la sua assenza di responsabilità.
Dal provvedimento del gip emerge chiaramente che la Procura ha disposto le analisi su entrambi i computer, senza necessità di incidenti probatori aggiuntivi, segnando un punto fermo nelle delicate fasi processuali del caso.


