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Niscemi, la frana non si ferma. Ciciliano: “Peggio del Vajont”. Musumeci: “Stop ai mutui”

Pubblicato: 29/01/2026 09:57

Sulla zona di Niscemi continua a piovere senza sosta e l’emergenza resta alta dopo il passaggio del ciclone Harry e l’aggravarsi della frana che interessa la collina alle porte del centro abitato.

Sul piano politico, il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha respinto con decisione l’ipotesi, avanzata e votata dall’Assemblea regionale siciliana, di dirottare i fondi destinati al ponte sullo Stretto per affrontare l’emergenza: «Sono argomenti da caffè», ha dichiarato ai microfoni di Rtl 102.5.

Secondo Musumeci, «sottrarre risorse a una delle più grandi infrastrutture al mondo, strategica per il Mezzogiorno», è impensabile. Una linea condivisa anche dal ministro Matteo Salvini, atteso a Niscemi, che ha ribadito come quei 1,3 miliardi non siano dirottabili.

Intanto, sul territorio la situazione resta critica. Nella notte sono stati avvertiti boati e cedimenti, segnale che il fronte franoso è ancora attivo. Le previsioni di nuove piogge alimentano la preoccupazione per un’ulteriore evoluzione del fenomeno.


“C’è una sospensione del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione. Con la ministra Calderone stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori. Alcune misure credo siano già alla firma, altre hanno bisogno di un provvedimento di legge”. Così ha dichiarato Musumeci poche ore fa.

La fascia di rispetto di 150 metri si sta progressivamente avvicinando al centro cittadino e la zona rossa potrebbe ampliarsi. Tuttavia, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano ha rassicurato: «Il centro di Niscemi, costruito sulla piana, è in zona sicura».

Per dare un’idea delle dimensioni dell’evento, Ciciliano ha parlato di un movimento franoso di circa 350 milioni di metri cubi, superiore a quello del Vajont, che ne coinvolse 263 milioni.

Nel frattempo, Musumeci ha aperto un fronte sulle responsabilità locali, annunciando l’istituzione di una commissione per verificare perché, dal 2018, non sarebbero arrivate segnalazioni di rischio dal Comune. «L’ultimo allarme risale al 1997, poi non si è fatto nulla», ha accusato il ministro.

Le opposizioni sono insorte, chiedendo un’informativa della premier Giorgia Meloni e attaccando lo stesso Musumeci, ex governatore siciliano. Secondo M5S e Pd, le amministrazioni regionali avrebbero ignorato fondi già disponibili nel Pnrr per il dissesto idrogeologico.

A difendersi è il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, che rivendica di aver più volte segnalato il rischio alle istituzioni. Intanto sul posto sono arrivati i genieri della brigata Aosta, impegnati nelle prime opere di emergenza per migliorare la viabilità ed evitare l’isolamento dell’abitato.

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Ultimo Aggiornamento: 29/01/2026 18:16

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