
Alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, la responsabilità diretta della protezione dei capi di Stato e delle delegazioni straniere sarà affidata agli addetti scelti dai singoli Paesi ospiti, come avviene in altri grandi eventi internazionali. Tuttavia, il coordinamento generale rimane in mano alle autorità italiane, che stabiliscono regole precise e limiti operativi. La presidente del Comitato internazionale olimpico, Kristy Coventry, ha commentato all’arrivo in Lombardia: “Arrivare a Milano è stato un po’ come arrivare a casa, ho colto grande calore e affetto. Ho trovato di fronte una squadra fantastica, un’organizzazione meravigliosa”.
Il coordinamento resta italiano
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che “le delegazioni straniere all’interno del loro ordinamento scelgono loro a chi rivolgersi per assicurare la sicurezza alle delegazioni stesse. Il coordinamento della sicurezza rimane in capo alle autorità nazionali”, chiarendo anche la presenza confermata degli agenti dell’Ice a Milano. L’organizzazione italiana stabilisce le regole di ingaggio, definisce i limiti operativi e garantisce che la protezione di tutti gli ospiti segua protocolli standard.
Nulla osta e regole per le scorte armate
L’ingresso in Italia degli addetti alla sicurezza stranieri avviene seguendo procedure precise. Le ambasciate dei Paesi invitati trasmettono al ministero degli Esteri l’elenco delle scorte, che poi viene inoltrato al Viminale. Nei documenti sono indicati nomi degli agenti, personalità da proteggere e tipo di arma al seguito. Nonostante viaggino con passaporto diplomatico, per poter circolare armati serve un nulla osta del prefetto, su delega del ministero dell’Interno. Così, la sicurezza del presidente francese è affidata al Groupe de sécurité de la présidence de la République, mentre quella americana spetta al Secret Service. Gli agenti del Qatar presenti a Milano sono qui per formazione e osservazione, con l’obiettivo di acquisire competenze in vista di un’eventuale futura candidatura ai Giochi.
Limiti operativi e protocolli rigidi
Le regole per le scorte straniere sono molto stringenti. È consentito l’uso di armi corte, che però devono essere tenute al di fuori delle sedi istituzionali. Gli addetti devono privilegiare la protezione passiva, operando entro un raggio e limiti d’azione definiti. Non è permesso alcun uso disinvolto delle armi né iniziative autonome al di fuori dei protocolli stabiliti dal coordinamento italiano, che garantisce così la sicurezza senza compromessi durante l’intero svolgimento delle Olimpiadi.


