Vai al contenuto

Bannon: “Polemiche sugli agenti Ice alle Olimpiadi? All’Italia io dico: fuck you”

Pubblicato: 30/01/2026 07:12

Steve Bannon, ex stratega della Casa Bianca e figura chiave del trumpismo, torna all’attacco dell’Europa e dell’Italia con dichiarazioni durissime. In un’intervista senza filtri, l’ex consigliere di Donald Trump critica la presenza delle forze americane alle Olimpiadi in Italia, attacca la premier Giorgia Meloni e rilancia il progetto dell’Accademia politica a Trisulti, rivendicando una visione radicale su sicurezza, immigrazione e ordine pubblico.

Secondo Bannon, l’amministrazione Trump avrebbe mostrato esitazioni nella gestione delle tensioni a Minneapolis, affidandosi a una linea di “de-escalation” che l’ex stratega considera inefficace. Nel mirino finiscono il sindaco Jacob Frey e il governatore Tim Walz, accusati di non far rispettare le leggi federali sull’immigrazione e di tollerare gruppi come gli antifa, definiti da Bannon un’organizzazione terroristica impegnata in un’insurrezione interna.

L’ex consigliere sostiene che il problema non sia solo l’ordine pubblico, ma un modello politico ed economico fallimentare, basato su assistenza pubblica e immigrazione di massa. Un sistema che, a suo dire, non sarebbe più sostenibile né negli Stati Uniti né in Italia, e che avrebbe effetti diretti anche sull’integrità dei processi elettorali.

«Non è solo l’Ice: gli Usa forniscono un massiccio aiuto per la sicurezza. Se non lo volete, lo togliamo, tanto siete scrocconi che vi approfittate di noi. Non dovremmo mandare l’Ice, l’Fbi il Dhs, così non avreste protezione da tutti i cattivi soggetti e i terroristi che avete fatto entrare. Meglio così, risparmiamo soldi. Anzi, ritiriamo la squadra dai Giochi, non potrebbe fregarmene di meno. Citami letteralmente: fuck you. Questo è il motivo per cui gli americani sono stanchi della Nato. Non avete infrastrutture, logistica, forza militare, senza di noi non avreste difese, ma non apprezzate nulla di quello che facciamo per voi».

Per Bannon, di fronte alla mancata collaborazione delle autorità locali, il presidente degli Stati Uniti dovrebbe reagire con fermezza. Propone un ultimatum federale e ipotizza persino l’arresto di governatori e sindaci ritenuti in violazione della legge, paragonandoli agli insorti confederati della Guerra civile americana.

Nel suo scenario, Trump avrebbe dovuto invocare già da tempo l’Insurrection Act, assumendo il controllo federale della Guardia Nazionale e dispiegando reparti militari d’élite per ristabilire l’ordine a Minneapolis. Una linea durissima che includerebbe l’arresto degli insorti e dei leader politici accusati di sostenerli.

Bannon distingue tra due minacce principali: da un lato gli immigrati illegali, definiti “invasori”, dall’altro una rete di rivoluzionari professionisti che, secondo lui, agirebbero con il sostegno di attori esterni come il governo messicano e la Cina. In questo contesto, giustifica anche l’uccisione di Alex Pretti, definito un soggetto violento e pericoloso per la sicurezza federale.

Sul fronte internazionale, l’ex stratega critica qualsiasi ipotesi di intervento militare contro l’Iran. A suo giudizio, gli Stati Uniti dovrebbero puntare su sanzioni economiche e pressione diplomatica, lasciando che un eventuale cambio di regime sia guidato direttamente dal popolo iraniano, senza ingerenze militari.

Durissime anche le parole sull’Italia e sulla presenza dell’Ice alle Olimpiadi. Bannon minaccia il ritiro del supporto americano alla sicurezza, arrivando a ipotizzare il ritiro della squadra statunitense dai Giochi. Accusa l’Europa di dipendere dagli Stati Uniti per difesa e intelligence e denuncia una crescente stanchezza americana nei confronti della Nato.

Infine, l’attacco politico a Giorgia Meloni: da leader “fantastica” a figura ormai allineata, secondo Bannon, al globalismo europeo. Nonostante ciò, conferma la volontà di aprire l’Accademia dei Gladiatori a Trisulti, assicurando che i ricorsi legali stanno andando a buon fine e che migliaia di studenti potranno presto formarsi in politica e comunicazione della destra internazionale.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure