
NEW YORK – Il nome di Donald Trump ricorre migliaia di volte nei nuovi documenti sul caso Epstein diffusi dal dipartimento di Giustizia americano. Un’enorme mole di materiale – milioni di file, immagini e video – che riporta alla luce accuse gravissime, mai dimostrate, e testimonianze non verificate raccolte negli anni da Fbi e polizia di New York. Un dossier che riapre ferite politiche e istituzionali negli Stati Uniti, ma che, allo stato attuale, non contiene prove investigative in grado di sostenere un’accusa formale contro il presidente.
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Il rilascio dei documenti è avvenuto in modo inatteso ed è stato accompagnato da una precisazione netta: nei file ci sono racconti, dichiarazioni tardive, segnalazioni, non riscontri giudiziari. Eppure l’impatto mediatico è stato immediato, perché alcune deposizioni attribuiscono a Trump comportamenti criminali, inclusi abusi sessuali su minorenni, in contesti legati all’entourage di Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019.
Accuse estreme, racconti non verificati
Tra i materiali compaiono narrazioni che parlano di ragazze adolescenti, di feste private, di presunti abusi e persino di una sorta di “asta di minorenni”. In un caso viene citata una denuncia per stupro, presentata negli anni Novanta e successivamente ritirata. In altri, si tratta di dichiarazioni rese decenni dopo i fatti, senza riscontri indipendenti e senza che siano mai sfociate in indagini conclusive o procedimenti giudiziari.
La Casa Bianca ha respinto il contenuto dei file definendolo un insieme di accuse false o strumentali, ricordando che molte segnalazioni risalgono a periodi politicamente sensibili e non hanno mai superato il vaglio delle autorità. Anche per questo, sottolineano fonti ufficiali, il dossier non modifica il quadro giudiziario già noto.
L’ombra lunga del caso Epstein sulla politica Usa
Il nuovo rilascio di documenti arriva in una fase delicata e riporta al centro il caso Epstein, una vicenda che continua a proiettare ombre su ambienti di potere, finanza e politica. Nelle carte emergono riferimenti a figure pubbliche, contatti, messaggi privati e un cerchio relazionale solo in parte decifrabile, con molti nomi ancora oscurati.
Resta il nodo politico: quanto pesa un racconto non provato quando entra nello spazio pubblico. Le accuse sono di una gravità estrema, ma l’assenza di prove documentali e di esiti giudiziari certificati rende il dossier una bomba mediatica più che un atto d’accusa. Un elemento che alimenta il dibattito negli Stati Uniti, senza però fornire, al momento, basi per conseguenze legali o istituzionali immediate.


