
Si terranno sabato 7 febbraio alle ore 11, nella chiesa di San Salvatore in Lauro a Roma, i funerali di Maria Rita Parsi, la psicoterapeuta che ha dedicato la propria vita alla tutela dei diritti dell’infanzia, scomparsa all’età di 78 anni. A darne comunicazione sono stati gli amici più stretti, Piergiorgio Assumma e Stefania Massimiliani.
La camera ardente sarà allestita nella stessa chiesa di San Salvatore in Lauro giovedì 5 e venerdì 6 febbraio, dalle 9 alle 19. Al momento non è stato reso noto se verrà disposta un’autopsia per chiarire le cause del decesso.
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore dal mondo della cultura, della psicologia e dello spettacolo, dove Parsi era conosciuta anche come presenza costante nei programmi televisivi di approfondimento.
Maria Rita Parsi, il lato meno conosciuto: a chi era devota
Particolarmente sentito il ricordo dei frati cappuccini del convento di San Giovanni Rotondo, che hanno espresso pubblicamente la loro vicinanza “nel dolore e nella preghiera”. Maria Rita Parsi era infatti profondamente devota a Padre Pio, al quale si riferiva come a una vera e propria “linea guida” spirituale.
In una trasmissione televisiva di alcuni anni fa aveva raccontato quanto la figura del santo l’avesse ispirata nel suo percorso umano e professionale: “Padre Pio vedeva e agiva per aiutare gli altri. Era capace di dire alle persone parole che erano quasi una terapia immediata”.
Secondo i frati, Parsi è stata una testimone autentica della spiritualità del santo, sempre disponibile a raccontare le esperienze vissute sotto la sua guida.
Una vita dedicata ai diritti dell’infanzia
Nata a Roma nel 1947, Maria Rita Parsi ha costruito una carriera che ha unito attività clinica, ricerca, impegno sociale e divulgazione. Nel 2007 ha ricevuto la medaglia d’oro della Camera dei Deputati e nel 2009 il Premio nazionale Paolo Borsellino, riconoscimenti che ne hanno consacrato il valore umano e professionale.
È stata una voce autorevole sui temi dell’infanzia, dell’adolescenza e del disagio sociale, partecipando come esperta a numerose trasmissioni televisive e collaborando con giornali e periodici nazionali. Tra le sue ultime apparizioni, quella del 31 gennaio in un programma Rai dedicato ai casi di femminicidio.
I libri e l’eredità culturale
Autrice di numerosi saggi pubblicati dai principali editori italiani, ha affrontato nel corso degli anni temi complessi come l’abuso sui minori, il disagio adolescenziale, le emozioni umane e l’emarginazione sociale. Tra i titoli più noti: Animazione in Borgata, Il piacere e il dolore, Il mondo creato dai bambini, L’amore violato, Bambini ombra, bambini in ombra, Maladolescenza. Quello che i figli non dicono e Noi siamo Bellissimi, dedicato per la prima volta alla terza età.
Con la sua scomparsa se ne va una figura che ha contribuito in modo concreto a costruire una cultura della protezione dell’infanzia, lasciando un’eredità fatta di impegno civile, ascolto e attenzione verso i più fragili.


