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Chi è Lucio Arcidiacono, il colonnello che ha catturato Matteo Messina Denaro

Pubblicato: 03/02/2026 16:02

È uno dei volti chiave del giorno che ha segnato la fine di una delle latitanze più lunghe della storia criminale italiana. Lucio Arcidiacono è il colonnello dei carabinieri che ha coordinato una parte decisiva dell’operazione culminata, il 16 gennaio 2023, con l’arresto del boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. Oggi Arcidiacono è comandante provinciale dei carabinieri di Messina, dopo una carriera costruita quasi interamente nelle indagini antimafia più complesse.

Dal ROS alla cattura del boss di Castelvetrano

Nato a Catania, Arcidiacono si arruola nell’Arma nel 1993. Negli anni entra nel ROS (Raggruppamento Operativo Speciale), specializzandosi nel contrasto alle organizzazioni mafiose. Quando parte la fase finale della caccia a Messina Denaro, Arcidiacono è a capo del Primo Reparto Investigativo del ROS, con base a Roma, ma segue direttamente le attività sul territorio siciliano.
Dalla caserma di Boccadifalco, a Palermo, coordina i militari impegnati nei servizi di osservazione e pedinamento, lavorando in stretto raccordo con la Procura e con i magistrati che seguono il fascicolo. È proprio questa squadra a ricostruire, passo dopo passo, le abitudini sanitarie del latitante, fino al blitz davanti alla clinica La Maddalena.

Il “pizzino” decisivo e l’operazione Tramonto

La svolta arriva il 6 dicembre 2022. Durante un sopralluogo nell’abitazione della sorella del boss, i carabinieri trovano un pizzino nascosto in una sedia, con una serie di date: sono appuntamenti medici. Da lì prende forma la fase conclusiva dell’operazione, ribattezzata “Tramonto”, in memoria di Nadia Nencioni, una delle vittime della strage dei Georgofili del 1993.
Arcidiacono segue personalmente il coordinamento investigativo, integrando le informazioni raccolte dalla CrimOr di Palermo con l’analisi del ROS. Il 16 gennaio 2023, dopo trent’anni di latitanza, Messina Denaro viene arrestato. Nelle immagini di quel giorno si vede anche Arcidiacono scortare il boss in caserma prima del trasferimento nel carcere de L’Aquila, dove morirà pochi mesi dopo per un tumore.

Le grandi inchieste: da “Halycon” a “Iblis”

Prima della cattura del superlatitante, Arcidiacono aveva già firmato importanti successi investigativi. Tra questi l’indagine “Halycon”, che ha fatto emergere intrecci tra mafia, politica e massoneria, e l’operazione “Iblis”, che ha colpito i rapporti d’affari tra criminalità organizzata del Catanese e imprenditoria. Un percorso professionale costruito su dossier complessi, lavoro di squadra e un metodo investigativo paziente e capillare.

Dalla realtà alla fiction: oggi a Messina, tra sicurezza del territorio e nuovi fronti investigativi

La sua figura ha ispirato anche il racconto televisivo. Nella miniserie L’Invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, uno dei protagonisti porta sullo schermo un personaggio ispirato proprio ad Arcidiacono, restituendo al grande pubblico il clima teso e silenzioso delle settimane che hanno preceduto il blitz.

Conclusa la stagione palermitana, Arcidiacono è stato nominato comandante provinciale dei carabinieri di Messina. Nel nuovo incarico si occupa del controllo del territorio e delle principali indagini giudiziarie dell’area, seguendo anche casi di forte impatto sociale.
Il profilo resta quello che lo ha accompagnato per tutta la carriera: lavoro riservato, coordinamento operativo e attenzione costante alle dinamiche criminali, con l’esperienza maturata nella caccia a uno dei boss più ricercati d’Europa.

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