
Il nuovo sondaggio politico fotografa un quadro in lieve ma significativo movimento: il campo largo delle opposizioni riduce il distacco dal centrodestra, guadagnando qualche decimale che, pur non ribaltando i rapporti di forza, contribuisce a rendere la competizione meno sbilanciata. Una dinamica dovuta soprattutto a un arretramento interno alla coalizione di governo, mentre sul fronte opposto prevale una sostanziale stabilità. Il dato centrale resta il vantaggio del centrodestra, ma la distanza, pur concreta, non appare insormontabile.
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Centrodestra avanti, ma il vantaggio si assottiglia
Secondo la rilevazione Swg per il Tg La7, la coalizione di centrodestra raccoglie complessivamente il 48,1%, mentre quella di centrosinistra si ferma al 44,3%. Poco meno di quattro punti separano i due schieramenti: un margine che conferma la leadership dell’area di governo, ma che risulta più contenuto rispetto ad altre fasi recenti. La riduzione del divario è legata soprattutto alle difficoltà di uno dei partner della maggioranza, mentre il fronte delle opposizioni non registra scossoni rilevanti.

Fratelli d’Italia domina, Pd cresce ma resta distante
Nel dettaglio dei partiti, Fratelli d’Italia consolida il primato con il 31,1%, rafforzando ulteriormente una posizione che, allo stato attuale, appare difficilmente contendibile. Il partito guidato da Giorgia Meloni resta nettamente davanti a tutti gli avversari, con un consenso che continua a mostrare una notevole solidità.
Il Partito democratico si colloca al 22,5%. Il dato segnala una crescita significativa rispetto alle elezioni politiche del 2022, pur accompagnata da una lieve flessione settimanale. Il distacco da FdI rimane ampio e rende improbabile, nel breve periodo, un confronto diretto sul primo posto. Tuttavia, in una logica di alleanze, il risultato democratico rappresenta una base importante per la costruzione di un’alternativa competitiva.
Movimento 5 stelle e Avs, pilastri del campo largo
Il Movimento 5 stelle si attesta al 12%, mantenendo un ruolo centrale nel campo largo nonostante una distanza marcata dal Pd. I consensi pentastellati restano determinanti in una prospettiva coalizionale. Alleanza Verdi-Sinistra, al 6,5%, registra una lieve flessione ma conferma livelli di consenso superiori a quelli del passato, consolidando la propria presenza nell’area progressista.
A completare lo schieramento ci sono le forze moderate: Italia viva al 2,2% e +Europa all’1,4%, percentuali contenute ma potenzialmente decisive in un sistema basato sulle alleanze.

Le difficoltà della Lega e il ruolo dei partiti indipendenti
Nel centrodestra, Forza Italia rimane stabile all’8,2%, mentre la Lega scende al 7,7%, segnando il calo settimanale più marcato. Un arretramento che contribuisce in modo diretto alla riduzione del vantaggio complessivo della coalizione e che apre interrogativi sugli equilibri interni.
Fuori dagli schieramenti tradizionali si muovono i partiti indipendenti. Azione cresce quando viene considerata separatamente dalle coalizioni, superando la soglia del 3,5%, mentre il Partito liberaldemocratico raggiunge l’1%. Segnali che indicano come una parte dell’elettorato continui a cercare opzioni alternative ai blocchi contrapposti.
Il quadro che emerge è quello di una competizione ancora aperta: il centrodestra resta in vantaggio, ma il centrosinistra accorcia le distanze. Una differenza numericamente limitata, ma politicamente rilevante, che potrebbe pesare nelle prossime scelte strategiche dei partiti.


