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Scontri a Torino, l’informativa di Piantedosi alla Camera: “Tutti prendano atto che c’è sistematica strategia di eversione”

Pubblicato: 03/02/2026 14:32

Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi riferisce alla Camera dei deputati sugli incidenti di sabato sera a Torino, quando, al termine della manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, le forze dell’ordine si sono scontrate con i black bloc infiltrati nel corteo, con decine di feriti tra agenti e manifestanti. “Tutti prendano atto che c’è sistematica strategia di eversione”, sono state le prime parole del ministro: toni inevitabili, considerato quel che è successo a Torino e la brutale aggressione al poliziotto della Mobile di Padova.

Parlando dei manifestanti violenti Piantedosi ha affermato: “Chi sfila con questi delinquenti offre loro prospettiva di impunità”. Poi ancora: “L’innalzamento scontro richiama dinamiche terroristiche”. Inevitabile all’inizio il richiamo agli agenti feriti nel tentativo di mantenere l’ordine pubblico a Torino durante il corteo pro Askatasuna: ”Consentitemi innanzitutto di esprimere, anche in questa sede, a nome mio e di tutto il Governo, la solidarietà agli agenti rimasti feriti negli scontri di sabato scorso a Torino e, attraverso loro, a tutti gli appartenenti alle forze di polizia impegnati nel difficilissimo compito di tutela dell’ordine pubblico”.

”È il caso di sottolineare che il centro sociale Askatasuna, dopo essersi caratterizzato per 30 anni di illegalità e di violenze perpetrate in tutta Italia, il 18 dicembre scorso è stato finalmente sgomberato, ponendo fine all’occupazione abusiva di un immobile di proprietà pubblica troppo a lungo tollerata”. Parlando della manifestazione Piantedosi ha sottolineato: ”L’iniziativa di sabato era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una assemblea nazionale indetta da Askatasuna presso l’Università di Torino, a cui avevano partecipato circa 750 persone, fra le quali numerosi attivisti delle diverse anime dell’antagonismo nazionale, aderenti al sindacalismo di base, al movimento No tav e ai gruppi ambientalisti, rappresentanti della Cgil, del partito Alleanza Verdi e Sinistra e della locale comunità islamica. In quella circostanza, nel rilanciare l’appuntamento per la manifestazione nazionale in solidarietà ad Askatasuna, programmata per il successivo 31 gennaio a Torino, è stato sottolineato, cito testualmente, che il corteo avrebbe costituito ‘una resa dei conti con lo Stato democratico’, in quanto ‘lo sgombero di Askatasuna alza l’asticella dello scontro”’.

”Il 31 gennaio era stato definito ‘uno spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale, nella prospettiva di un fronte allargato comprensivo della comunità araba e musulmana, diventate compagne di lotta”’, ha aggiunto.

”Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti. È possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sugli scontri avvenuti a Torino durante il corteo pro Askatasuna.

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Ultimo Aggiornamento: 03/02/2026 14:55

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