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Borseggio col pos, adesso tutta la verità: “Cosa possono farvi davvero”

Pubblicato: 04/02/2026 14:36

Bisogna essere a pochi centimetri di distanza, avere una carta di credito non schermata e un portafogli nella tasca più esterna. Solo così, almeno in teoria, sarebbe possibile il cosiddetto borseggio tramite Pos, una pratica che incuriosisce e spaventa ma che resta estremamente rara nella realtà.

Il tema è tornato d’attualità dopo alcuni episodi segnalati in Campania. Le indagini avrebbero portato al fermo per furto di una donna a Sorrento, trovata con un Pos portatile nella borsa. In un altro caso, a San Giorgio a Cremano, uno smartphone avrebbe notificato a un commercialista un addebito inatteso: «Pagamento effettuato: 50 euro tramite Pos».

Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, la tecnica ipotizzata sarebbe piuttosto semplice: un complice distrae la vittima, un altro avvicina il Pos mobile alla tasca con il portafogli e la transazione parte sfruttando i pagamenti contactless, che fino a 50 euro non richiedono il Pin.

Ma come funziona davvero il furto tramite Pos? Dal punto di vista tecnico è possibile, ma solo a condizioni molto stringenti. I terminali di pagamento si attivano quando una carta, uno smartphone o uno smartwatch vengono avvicinati sfruttando la tecnologia Nfc (Near Field Communication).

Lo scambio di dati avviene secondo lo standard Iso/Iec 14443, che opera nel cosiddetto “campo vicino”. Questo significa che la distanza massima è inferiore ai 4 centimetri, senza alcun ostacolo tra Pos e carta. Un requisito che rende l’operazione estremamente complicata.

Basta infatti avere più carte nel portafogli, tenerlo in una tasca interna o la presenza di monete, chiavi o oggetti metallici per schermare il segnale e impedire la transazione. Elementi comunissimi nella vita quotidiana.

La possibilità diventa ancora più remota con i pagamenti tramite smartphone. Le app di pagamento richiedono sempre un’autenticazione biometrica, come impronta digitale o riconoscimento facciale, rendendo impossibile l’addebito a insaputa del proprietario.

In passato alcuni modelli consentivano micro-pagamenti con lo schermo acceso, ma oggi questa opzione è stata eliminata. Inoltre, ogni Pos è tracciabile: l’incasso finisce su un conto corrente identificabile e, in caso di frode, sono previsti meccanismi di rimborso.

Per questo, secondo molti esperti, il borseggio con il Pos resta più una leggenda metropolitana che un rischio concreto. Molto più probabile, oggi, subire un danno economico cliccando su un link fraudolento online piuttosto che camminando per strada con il portafogli in tasca.

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Ultimo Aggiornamento: 04/02/2026 14:39

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