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Franca trovata morta in casa per un apparente malore: dopo un anno e mezzo arrestate nipote e amica per omicidio

Pubblicato: 05/02/2026 21:56

Quella che inizialmente era sembrata una morte naturale si è rivelata, a distanza di un anno e mezzo, un omicidio premeditato. La vicenda riguarda Franca Genovini, pensionata di 85 anni trovata senza vita nella sua abitazione di Castellina in Chianti, in provincia di Siena, il 7 agosto 2024. In un primo momento l’assenza di ferite evidenti aveva fatto ipotizzare un malore improvviso, ma le successive indagini hanno completamente ribaltato lo scenario.

Nelle scorse ore i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due donne, ritenute responsabili della morte dell’anziana. Si tratta della nipote 37enne della vittima, residente in provincia di Siena, e di una 25enne amica, originaria della provincia di Vicenza. Il provvedimento è stato firmato dal Gip di Siena, su richiesta della Procura che ha coordinato le indagini sin dalle prime fasi.

Le accuse e il movente legato ai soldi

Secondo l’impianto accusatorio, le due donne avrebbero ucciso la pensionata con l’obiettivo di impossessarsi di denaro e gioielli custoditi in casa. L’accusa contestata è quella di omicidio aggravato, con l’aggravante della premeditazione e del nesso teleologico, mentre per la nipote viene contestato anche l’aggravante del vincolo familiare. Gli inquirenti ritengono che il delitto sia stato pianificato per sottrarre i beni accumulati dalla donna nel corso della sua vita.

Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire un bottino composto da gioielli e oro per un valore di circa 6mila euro, oltre a 3mila euro in contanti. Le due arrestate avrebbero inoltre sottratto una carta Postamat della vittima, utilizzandola successivamente per effettuare diversi prelievi di denaro. Per questi fatti devono rispondere anche di rapina pluriaggravata e uso indebito di strumenti di pagamento.

La calunnia e lo sviluppo delle indagini

Un ulteriore capo d’accusa riguarda la calunnia contestata alla nipote di Franca Genovini. Secondo gli investigatori, la donna avrebbe accusato ingiustamente due cittadini macedoni, tentando di indirizzare le indagini verso una pista del tutto estranea ai fatti. Le verifiche successive hanno infatti escluso qualsiasi coinvolgimento delle persone chiamate in causa, risultate completamente estranee alla vicenda.

La svolta nelle indagini è arrivata grazie agli esiti dell’autopsia, che ha smentito l’ipotesi iniziale di morte naturale, evidenziando segni di violenza sul corpo dell’anziana. Da quel momento gli investigatori hanno approfondito la pista dell’omicidio, ipotizzando inizialmente una truffa ai danni di una persona anziana degenerata, per poi concentrare l’attenzione su una cerchia ristretta di persone vicine alla vittima.

Determinanti si sono rivelati gli accertamenti sulla refurtiva e sull’uso della carta Postamat, oltre alla visione di decine di immagini di videosorveglianza. Gli inquirenti hanno così scoperto che i beni in oro di Franca Genovini erano stati ceduti a un negozio Compro Oro di Poggibonsi, sempre in provincia di Siena, mentre i prelievi di denaro erano stati effettuati in diversi uffici postali del Veneto. Elementi che hanno portato, dopo mesi di indagini, all’arresto delle due donne ora detenute con l’accusa di omicidio.

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