
Fiamme e fumo nella serata di sabato 31 gennaio davanti al Jumanji di Bracciano, alle porte di Roma, dove ignoti hanno lanciato due molotov contro il locale di via Principe di Napoli. Si tratta del secondo atto incendiario in sette mesi ai danni dell’attività, punto di ritrovo molto frequentato da giovani tra i 18 e i 35 anni.
Il locale, aperto tutti i giorni con bar e sala biliardo, era pieno al momento dell’attacco. All’interno si trovavano circa cento ragazzi, intenti a trascorrere la serata, quando qualcuno ha notato le fiamme all’esterno e ha dato l’allarme.
A denunciare l’accaduto sono stati i due soci trentenni, Giordano Sentinelli e Mirko Romitelli, che hanno immediatamente avvisato le forze dell’ordine. Sul caso indagano i carabinieri della Compagnia di Bracciano, che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini per risalire ai responsabili.

«Ci hanno avvisato che qualcosa stava andando a fuoco davanti al locale – racconta Giordano – siamo usciti e abbiamo visto due molotov, una vicino all’ingresso e un’altra a circa 150 metri, in un parcheggio. Abbiamo preso subito gli estintori e spento le fiamme».
Secondo i gestori, il gesto è avvenuto all’esterno ma era chiaramente indirizzato al locale, in un orario di punta e con il bar affollato. «Poteva essere una tragedia – spiegano – con il fuoco non si scherza, dentro c’erano decine di persone».
Il primo episodio risale a sette mesi fa, nella notte del 21 giugno, quando il locale era chiuso. In quell’occasione ignoti avevano sfondato una porta e lanciato una molotov all’interno. «Trovammo anche un telefono, consegnato ai carabinieri», ricordano i due soci.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, che ha parlato di un fatto «di gravità assoluta». «È un gesto criminale che ha messo a rischio l’incolumità delle persone – ha dichiarato – e che riguarda l’intera comunità. Chiediamo che venga fatta piena luce e individuate le responsabilità».
Dopo il secondo attentato, Giordano e Mirko hanno ricevuto numerosi messaggi di solidarietà da cittadini e famiglie dei giovani che frequentano il locale. «Siamo braccianesi, non abbiamo mai avuto problemi con nessuno né ricevuto richieste di pizzo», sottolineano.
I gestori non nascondono la preoccupazione: «Temiamo un terzo episodio. Non solo per i danni, ma per la sicurezza delle persone. Chiediamo tutela e attenzione, perché lavorare con la paura non è giusto». Solidarietà è arrivata anche dalla consigliera regionale Pd Michela Califano, che ha definito l’accaduto «un fatto che suscita forte preoccupazione» e ha ribadito che a Bracciano «non può esserci spazio per intimidazioni».


