
In studio l’atmosfera si fa improvvisamente più densa: a La volta buona, su Rai 1, Rita Dalla Chiesa si lascia andare a un racconto intimo che riporta al centro una figura ancora amatissima dal pubblico, Fabrizio Frizzi. Tra applausi e silenzi, la conduttrice parla di un legame che ha segnato la sua vita e che, a distanza di anni, continua a far rumore.
Il punto più delicato arriva quando il ricordo non è solo nostalgia: Dalla Chiesa mette a fuoco anche l’altra faccia, quella più spigolosa, fatta di attacchi social e giudizi. E lo fa con parole che, in diretta, suonano come una risposta netta a chi le contesta il diritto di ricordare. La puntata è dello scorso ottobre, ne riparliamo in occasione del compleanno di Frizzi: Fabrizio avrebbe compiuto 67 anni proprio oggi.
Frizzi, un’assenza che pesa ancora
Fabrizio Frizzi non è stato solo un conduttore: per molti è rimasto un simbolo di garbo e calore umano, capace di rendere familiare qualunque programma. La sua scomparsa nel 2018, dopo la malattia, ha lasciato un vuoto che periodicamente riaffiora anche nei salotti televisivi, soprattutto nelle ricorrenze più dolorose.
Resta anche l’idea di ciò che non è stato: tra i sogni rimasti nel cassetto, viene ricordata la conduzione del Festival di Sanremo, desiderio noto a chi lo frequentava. Un dettaglio che aggiunge spessore a una carriera interrotta troppo presto e che aiuta a capire perché la sua memoria continui a essere così viva.

Rita Dalla Chiesa e Frizzi, una storia che resta
Nel racconto a Caterina Balivo, Rita Dalla Chiesa torna con naturalezza agli anni vissuti accanto a Frizzi: una relazione lunga, importante, che non si liquida con una data o con una separazione. La conduttrice lo ribadisce con una frase che, proprio perché semplice, arriva dritta: “Con lui sono stata 16 anni…”.
Il passaggio più pop, e al tempo stesso più reale, è questo: anche quando un amore finisce, non per forza si cancella. Dalla Chiesa insiste sul fatto che il rispetto reciproco sia rimasto, e che certi legami non si riducono a un “prima” e un “dopo”.
Il rapporto con Carlotta Mantovan
Durante l’intervista, Dalla Chiesa chiarisce anche un tema spesso al centro delle curiosità del pubblico: il rapporto con Carlotta Mantovan, seconda moglie di Frizzi. Le sue parole, riportate da La Nostra Tv, disegnano un confine preciso e, allo stesso tempo, una convivenza serena nella memoria: “Lei me lo dice sempre che abbiamo conosciuto Fabrizio in due momenti diversi… Io quando abbiamo cominciato il percorso in TV insieme, mentre lei quando lui è arrivato… Non c’entriamo niente l’una con l’altra…”.
Il senso, però, è lineare: nessuna guerra per il ricordo, nessuna competizione. Solo due storie diverse che si incrociano su un punto comune, la figura di Frizzi, e che possono coesistere senza trasformarsi in scontro.

Lo sfogo sugli attacchi social: “Mi attaccano”
Il momento più teso arriva quando si parla dei mesi successivi alla scomparsa di Frizzi e del clima che, ogni volta, si riaccende online. Alla domanda di Caterina Balivo, “Perché non puoi parlare di Fabrizio Frizzi?”, Rita risponde senza filtri: “Mi attaccano perché non devo ricordare quella che è stata la persona più importante della mia vita…”.
È uno di quegli istanti in cui lo studio sembra fermarsi: al lutto si somma il peso di doverlo “difendere”, come se anche la memoria dovesse passare un esame pubblico. Un cortocircuito tipico dei social, dove il confine tra opinione e accanimento si fa sottile.
La stoccata agli hater e l’applauso in studio
Rita Dalla Chiesa cambia registro, ma non arretra: con ironia tagliente, piazza la frase che fa esplodere la reazione del pubblico e della conduttrice: “Probabilmente perché non sanno farsi una bella cucchiaiata di fatti loro…”.
L’applauso arriva immediato, e chiude il cerchio di un racconto che ha mescolato ricordo, dolore e una richiesta chiarissima: rispettare la memoria di chi non c’è più, e il diritto di parlarne senza essere travolti da polemiche. Un messaggio semplice, ma ancora necessario.


