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Dramma sulla neve, valanga improvvisa travolge cinque italiani

Pubblicato: 08/02/2026 14:11

Il boato sordo della montagna che si spacca è un suono che non si dimentica, un fremito che risale dalle suole degli scarponi fino al petto, trasformando in un istante la quiete della neve fresca in un muro bianco e inarrestabile. Cinque sagome, minuscole di fronte all’imponenza del pendio, si sono ritrovate improvvisamente prigioniere di un abbraccio gelido e violento. Per uno di loro, il mondo si è fatto improvvisamente buio e silenzioso, sepolto sotto metri di coltre nevosa, mentre i compagni, sospesi tra il terrore e l’adrenalina, iniziavano una lotta contro il tempo scandita solo dai segnali elettronici e dal respiro affannato nel gelo.

La cronaca dell’incidente in Val di Fassa

Nella tarda mattinata di domenica 8 febbraio 2026, la Val Lasties è diventata lo scenario di un drammatico incidente che ha coinvolto un gruppo di cinque scialpinisti italiani. La chiamata di emergenza è scattata intorno alle ore 10:30, quando una imponente massa nevosa si è staccata dai versanti dell’alta Val di Fassa, investendo pienamente gli sportivi che stavano risalendo il pendio. La Centrale Unica di Emergenza ha immediatamente coordinato le operazioni di soccorso, inviando sul posto l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites. La rapidità dell’intervento è stata fondamentale, dato che uno dei membri del gruppo era rimasto completamente sepolto dalla neve, una condizione che riduce drasticamente le possibilità di sopravvivenza con il passare dei minuti.

Fortunatamente, l’intero gruppo era composto da persone esperte e correttamente attrezzate con i dispositivi di sicurezza fondamentali per chi frequenta l’alta quota in inverno. Grazie all’uso sapiente di Artva, pala e sonda, gli stessi compagni di escursione sono riusciti a localizzare il punto esatto dove si trovava l’amico sepolto. Prima ancora dell’arrivo fisico delle squadre di terra del Soccorso Alpino e Speleologico Alta Fassa, gli scialpinisti avevano già iniziato le manovre di scavo, riuscendo a estrarre l’infortunato dalla trappola bianca. Una volta giunti sul posto, i tecnici e le unità cinofile hanno supportato le operazioni di messa in sicurezza e hanno proceduto alla bonifica della valanga per escludere la presenza di altre persone coinvolte accidentalmente nel distacco.

Il trasporto e le condizioni dei feriti

L’uomo che era rimasto sotto la neve, pur essendo stato estratto in vita, ha necessitato di cure mediche immediate a causa del trauma e del tempo trascorso in ambiente ipossico. Per questo motivo, è stato elitrasportato d’urgenza all’ospedale di Bolzano per accertamenti clinici approfonditi. Gli altri quattro componenti della comitiva, pur sotto shock per l’accaduto, non hanno riportato gravi lesioni fisiche e sono stati accompagnati a valle via terra, scortati con cura dagli operatori del soccorso alpino trentino. Questo episodio sottolinea ancora una volta come la preparazione tecnica e il possesso della dotazione di sicurezza facciano spesso la differenza tra una tragedia evitabile e un salvataggio riuscito, specialmente in una giornata segnata da altre criticità simili anche fuori dai confini nazionali.

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Ultimo Aggiornamento: 08/02/2026 18:22

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