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“Nuova tassa sui pacchi”. Arriva a luglio e funziona così: fate attenzione

Pubblicato: 30/06/2026 10:15

Cambiano le regole per gli acquisti online da Paesi extraeuropei. Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il nuovo dazio Ue da 3 euro sui cosiddetti mini-pacchi, ovvero le spedizioni del commercio elettronico con un valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea. Una misura destinata a incidere soprattutto sugli acquisti effettuati attraverso le grandi piattaforme internazionali.

Diverso, invece, il destino della tassa nazionale italiana prevista sui pacchi di modico valore. Il Governo ha deciso di rinviarne l’entrata in vigore dal 1° luglio al 1° ottobre 2026, spiegando che la proroga è necessaria per coordinare la normativa italiana con il quadro europeo, ancora in fase di definizione.

Il nuovo contributo europeo sostituisce la storica franchigia doganale per le spedizioni di basso valore e resterà in vigore fino al 1° luglio 2028. Si tratta di una misura transitoria, destinata a essere superata con l’entrata a regime dell’EU Customs Data Hub, la piattaforma digitale unica che centralizzerà la gestione dei dati doganali in tutta l’Unione europea.

Le somme incassate attraverso il nuovo dazio saranno destinate all’Unione europea, mentre gli Stati membri conserveranno una quota delle entrate come rimborso delle spese sostenute per la riscossione. L’obiettivo è rafforzare il sistema dei controlli e garantire una maggiore uniformità nella gestione delle importazioni.

Parallelamente aumenteranno anche le verifiche da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Una nuova convenzione firmata con il Ministero dell’Economia e delle Finanze prevede un incremento delle ispezioni sulle spedizioni di modico valore, che passeranno dalle circa 47 mila programmate per il 2026 fino a 48 mila entro il 2028, quasi il doppio rispetto ai livelli registrati un anno fa.

Novità anche sul fronte organizzativo. Verrà introdotto un sistema di incentivi che premierà i dirigenti dell’Agenzia in base ai risultati ottenuti nei controlli sui mini-pacchi. L’indicatore dedicato avrà un peso specifico nella valutazione delle performance e potrà incidere sulla retribuzione accessoria del personale coinvolto.

I controlli non riguarderanno soltanto il corretto pagamento del dazio e dell’IVA. Le autorità doganali intensificheranno anche le verifiche sulla sicurezza dei prodotti e sul rispetto delle norme ambientali, due aspetti su cui l’Unione europea ha più volte richiamato l’attenzione per contrastare la commercializzazione di merci non conformi agli standard comunitari.

Dal punto di vista fiscale, il meccanismo è già stato chiarito dalla Commissione europea. Il dazio di 3 euro sarà applicato prima dell’IVA e concorrerà alla formazione della base imponibile. In pratica, su un prodotto del valore di 100 euro, il tributo porterà il valore imponibile a 103 euro, sul quale verrà successivamente calcolata l’imposta sul valore aggiunto.

L’impatto finale per i consumatori potrà variare a seconda della modalità con cui verranno dichiarate le spedizioni. Secondo il Codacons, il costo complessivo della misura potrebbe arrivare a 17,7 miliardi di euro l’anno per i cittadini europei. L’associazione sottolinea che, in alcuni casi, il dazio potrebbe essere applicato a ogni diversa categoria merceologica presente nello stesso pacco, aumentando così il costo finale dell’acquisto, al quale andrà poi aggiunta anche l’IVA.

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