
Il dissenso non si ferma e, dopo i malumori di San Siro, contagia anche gli spalti dell’Ice Hockey Arena di Rho. Stessi fischi, stessi “buuu” hanno accolto il vice-presidente americano J.D. Vance mentre assisteva al trionfo della nazionale femminile statunitense contro la Finlandia. Ma non è solo il pubblico a mostrare insofferenza: l’intera città sembra soffocare sotto il peso di un apparato di sicurezza percepito come strabordante, capace di paralizzare quartieri e musei, trasformando il capoluogo lombardo in uno scenario di guerra. Le lamentele corrono veloci tra i corridoi dei palazzi istituzionali, dove la gestione degli spostamenti della delegazione Usa sta creando più di un attrito con le autorità locali.
Ritardi eccellenti e strappi al protocollo
Il disappunto dei funzionari di Prefettura e Questura è ormai palpabile, alimentato da una gestione dei tempi che ignora sistematicamente gli accordi presi. «E soprattutto, non rispettano un orario che è uno», mormora una fonte istituzionale, visibilmente irritata per i continui fuori programma. Uno degli episodi più discussi riguarda il cocktail a Palazzo Reale: il cerimoniale del Quirinale non ha gradito il ritardo con cui il vice di Trump si è presentato (alle 18.18), lasciando il Presidente Mattarella in attesa fin dalle 17. A questo si aggiunge la gestione muscolare della sicurezza stradale: non è passato inosservato lo spintone a un uomo ubriaco, finito a terra e soccorso da un’ambulanza, pur di proteggere la passeggiata serale di J.D. e Usha Vance.
L’ingombrante presenza dei 64 mezzi blindati ha creato disagi anche durante le visite culturali alla Pinacoteca di Brera e al Cenacolo vinciano, dove Vance era accompagnato da Rubio. Nonostante la richiesta di liberare l’area di Santa Maria delle Grazie entro le 10 per non interferire con la messa, il corteo ha lasciato la zona solo dopo le 11. Mentre Rubio è già ripartito per il Superbowl, Vance rimarrà a Milano ancora per questa domenica. Per stasera, tra la sorpresa generale, è stata prenotata una grigliata a Buccinasco, nell’hinterland milanese. Il locale scelto è già stato bonificato dagli agenti, nonostante la zona sia tristemente nota per le cronache legate alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

