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Ancora scontro Parigi-Berlino alla vigilia del vertice Ue: la Germania boccia la proposta di Macron sugli eurobond

Pubblicato: 10/02/2026 18:53

L’ultimo scontro tra Parigi e Berlino si consuma alla vigilia del vertice dei leader Ue, con il governo tedesco di Friedrich Merz che respinge con decisione la proposta di Emmanuel Macron di creare un debito comune europeo per finanziare difesa e intelligenza artificiale.

L’iniziativa di Macron è stata resa nota in un’intervista a sei media europei pubblicata oggi, nella quale il presidente francese invita l’Europa a lanciare un piano di prestiti comuni, o eurobond, per stimolare investimenti in settori strategici. Macron ha definito questa misura una necessità economica per permettere all’Unione di competere con Stati Uniti e Cina.

Poche ore dopo, Berlino ha dichiarato la sua netta contrarietà. La scena politica europea sembra ormai divisa: Macron e Merz divergono su quasi tutti i temi, dal commercio alla gestione dei rapporti con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Un funzionario vicino al cancelliere tedesco ha spiegato a Politico che la Germania considera la proposta francese distrattiva rispetto al problema principale, ovvero la produttività europea. «Abbiamo bisogno di maggiori investimenti, ma questo rientra nel quadro finanziario pluriennale, non negli eurobond», ha sottolineato il funzionario.

Nonostante il vertice non punti a risultati concreti immediati, i 27 leader Ue intendono identificare le priorità chiave per il successivo incontro di marzo a Bruxelles. Berlino promuove tre obiettivi principali: rafforzare il mercato unico, accelerare gli accordi commerciali e ridurre la burocrazia, secondo il documento del pre-vertice sulla competitività promosso da Merz, Meloni e il premier belga Bart De Wever.

Sul tema della competitività, Merz si è progressivamente allontanato dalle posizioni protezionistiche e interventiste di Macron, avvicinandosi invece alla linea della premier italiana Giorgia Meloni. La Germania insiste anche sulla necessità di riforme profonde del bilancio Ue, ritenendo insostenibile destinare due terzi del bilancio solo a spese di consumo nei settori agricolo e della coesione.

Il funzionario tedesco ha chiarito: «Ci aspettiamo che i Paesi che chiedono nuovi finanziamenti partecipino anche agli sforzi di riforma. Non è accettabile richiedere più fondi senza attuare cambiamenti strutturali».

L’attenzione di Berlino è anche rivolta al tema dell’indebitamento europeo, considerato un costo crescente per l’Unione, che richiede maggiore disciplina e pianificazione degli investimenti.

La tensione tra Parigi e Berlino anticipa dunque un vertice complesso, dove le divergenze su strumenti finanziari, protezionismo e riforme di bilancio potrebbero condizionare il futuro delle politiche industriali e di investimento dell’Ue.

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