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“Gli hanno ‘bruciato’ il cuore”. Orrore su un bambino di 2 anni, la scoperta shock sui medici

Pubblicato: 10/02/2026 20:28

Un bambino di 2 anni e 3 mesi ricoverato a Napoli è stato sottoposto al trapianto di cuore atteso, nonostante l’organo fosse stato danneggiato durante il trasporto da Bolzano a Napoli a causa dell’utilizzo di ghiaccio secco. La vicenda è emersa tramite una denuncia presentata dalla famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, che nei prossimi giorni sarà integrata con ulteriori dettagli.

Il trapianto è avvenuto lo scorso 23 dicembre presso l’ospedale Monaldi di Napoli. Inizialmente era noto solo il fatto che il cuore del piccolo donatore, proveniente da Bolzano, fosse arrivato a Napoli in condizioni irrimediabilmente compromesse.

In seguito all’emergere di ulteriori dettagli, sono stati sospesi dall’attività trapiantologica i due medici che hanno fatto parte dell’equipe chirurgica, pur restando in servizio presso l’ospedale Monaldi. Parallelamente, l’azienda ospedaliera ha deciso di sospendere cautelativamente le nuove candidature per trapianti pediatrici.

Le prime decisioni sono state prese nel contesto di un’inchiesta interna avviata dal Monaldi subito dopo l’episodio, riportato nei giorni scorsi dal quotidiano Il Mattino. L’azienda sta cercando di capire come sia stato possibile procedere con il trapianto di un cuore non utilizzabile su un paziente pediatrico.

Sul fronte giudiziario, proseguono le inchieste delle Procure di Napoli e Bolzano, volte a fare luce sulla vicenda e a valutare eventuali responsabilità. Sono due i filoni investigativi: il primo riguarda il trasporto dell’organo, il secondo l’attività chirurgica del trapianto.

Il cuore era partito da Bolzano il 23 dicembre, dove era deceduto un giovanissimo donatore. Durante il trasporto, però, l’organo non sarebbe stato conservato correttamente, arrivando a Napoli in condizioni non utilizzabili.

Resta da capire se i medici dell’equipe trapiantologica potessero accorgersi dell’inutilizzabilità dell’organo ormai “bruciato” prima di procedere con l’operazione.

La famiglia del bambino ha presentato denuncia tramite il proprio legale, mentre i carabinieri stanno acquisendo documenti e atti per chiarire i dettagli della vicenda.

Dal giorno dell’operazione, che avrebbe dovuto salvare la vita al piccolo, il paziente resta collegato a un macchinario ed è tuttora ricoverato in gravi condizioni.

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