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“Kurt Cobain non si è suicidato, ma è stato ucciso da qualcuno. Ecco come”: la rivelazione pubblicata sull’International Journal of Forensic Science

Pubblicato: 11/02/2026 11:09

A 32 anni dalla scomparsa di Kurt Cobain, frontman dei Nirvana e icona della musica mondiale, emergono nuovi sviluppi che mettono in discussione la versione ufficiale della sua morte. Secondo uno studio pubblicato sull’International Journal of Forensic Science, lo specialista forense Brian Burnett ha sollevato dubbi importanti sull’ipotesi di suicidio che finora ha accompagnato il caso.

L’analisi di Burnett, ripresa anche dal Daily Mail, si concentra sull’autopsia e sulle prove raccolte sulla scena del crimine. Lo studio mette in luce dettagli che, secondo l’esperto, non combacerebbero con la tesi di un suicidio istantaneo. Tra gli elementi più controversi ci sarebbero i danni agli organi, compatibili con una mancanza di ossigeno dovuta a una overdose di eroina, e non con l’impatto immediato di un colpo di fucile alla testa.
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Discrepanze sulla scena del crimine

Il rapporto forense sottolinea inoltre come le mani di Cobain fossero insolitamente pulite, nonostante la presenza dell’arma da fuoco. Il bossolo, trovato in una posizione inclinata, non sarebbe coerente con la traiettoria tipica di un suicidio, mentre il sangue sulla maglietta suggerirebbe che il corpo possa essere stato spostato.

Wilkins, collaboratore di Burnett, ha spiegato: «A me sembra che qualcuno abbia messo in scena un film e volesse far apparire la morte come un suicidio. La ricevuta della pistola è nella sua tasca, la ricevuta dei proiettili è nella sua tasca, e i proiettili sono allineati ai piedi».

Analisi del kit per eroina

Un altro elemento che desta sospetti riguarda il kit per l’eroina trovato a diversi metri dal corpo. Secondo il rapporto, il kit conteneva siringhe tappate, cotton fioc e pezzi di eroina nera di dimensioni uniformi. Le maniche della maglietta di Cobain erano arrotolate, e per i ricercatori appare poco credibile che qualcuno che stesse morendo abbia potuto tappare aghi e rimettere tutto in ordine. «I suicidi sono un caos – ha aggiunto Wilkins – e questa scena era troppo pulita».

Il biglietto d’addio sotto scrutinio

Anche il famoso biglietto d’addio di Cobain è al centro delle contestazioni. Gli esperti sostengono che l’introduzione parli principalmente dell’abbandono della band, mentre le ultime quattro righe sembrerebbero scritte con una grafia diversa, suggerendo una possibile mano differente rispetto a quella del cantante.

La posizione delle autorità

Nonostante queste nuove osservazioni, né il dipartimento di polizia di Seattle né l’ufficio del medico legale hanno deciso di riaprire il caso. Un portavoce dell’ufficio del medico legale della contea di King ha dichiarato al Daily Mail: «Abbiamo condotto un’autopsia completa e seguito tutte le procedure. La nostra determinazione è che la morte fosse un suicidio. Siamo sempre disponibili a rivedere le conclusioni in presenza di nuove prove, ma finora non ne sono emerse».

Un mistero che resta aperto

La vicenda, a oltre tre decenni dalla scomparsa di Cobain, continua a suscitare interesse e dibattito tra fan, studiosi di musica e specialisti forensi. Le nuove analisi pubblicate sull’International Journal of Forensic Science aggiungono un ulteriore livello di mistero, suggerendo che alcuni aspetti della morte dell’artista potrebbero non essere stati spiegati in modo definitivo. L’eredità di Kurt Cobain resta così intrisa di musica, ma anche di enigmi che continuano a dividere opinioni e interpretazioni.

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