A oltre vent’anni dal crollo della scuola “Francesco Jovine”, uno dei tecnici condannati in via definitiva per la tragedia è stato reintegrato nel suo posto di lavoro e, nei giorni scorsi, ha ottenuto una progressione economica interna con decorrenza dal 1° gennaio 2024.
Si tratta di Mario Marinaro, geometra comunale e responsabile del procedimento per l’appalto dei lavori dell’edificio scolastico. Condannato nel 2010 a cinque anni di reclusione per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose, oggi risulta nuovamente in servizio presso l’ufficio tecnico del Comune di San Giuliano di Puglia, con un avanzamento stipendiale comprensivo di arretrati.
Un atto formalmente previsto dalla normativa, ma che per molti cittadini rappresenta una ferita che non si è mai rimarginata.

Il terremoto del 31 ottobre 2001
Il 31 ottobre 2001 un terremoto di magnitudo 5.7 della scala momento colpì il Molise. L’epicentro fu localizzato in provincia di Campobasso, nei pressi dei comuni di Bonefro e San Giuliano di Puglia.
Nella stessa giornata si registrarono altri due sismi che raggiunsero il V grado della scala Mercalli. La scossa più forte fu quella delle ore 11:32, con effetti corrispondenti all’VIII-IX grado della scala Mercalli: una scossa rovinosa-distruttiva, capace di provocare la rovina parziale o totale di edifici e gravi lesioni strutturali.
Il bilancio complessivo fu di 30 vittime, 100 feriti e circa 3.000 sfollati.
Ma a fare scalpore sull’opinione pubblica non fu solo il movimento delle faglie.
Il crollo della scuola “Francesco Jovine”
A San Giuliano di Puglia la scossa provocò il crollo del solaio di copertura dell’edificio scolastico “Francesco Jovine”, che ospitava scuola materna, elementare e media.
Cinquantasette bambini, otto insegnanti e due bidelli rimasero inizialmente intrappolati sotto le macerie. Fino a sera i vigili del fuoco, i volontari della protezione civile e molti cittadini scavarono tra i mattoni nel tentativo di salvare le vittime.
Quando anche l’ultima voce di un bambino smise di guidare le ricerche, la tragedia era ormai compiuta: morirono 27 bambini e una maestra.
La scuola elementare, inaugurata appena due mesi prima, fu l’unica struttura del paese a crollare.

Le indagini e le responsabilità
In un clima segnato da accuse di cattiva qualità costruttiva, mancanza di norme adeguate e mancato rispetto di quelle esistenti, la Procura di Larino aprì un’inchiesta con l’ipotesi di omicidio plurimo colposo.
Nella requisitoria del processo di primo grado, il procuratore Magrone affermò:
“La vicenda della scuola di San Giuliano rappresenta l’Italia peggiore, quella delle violazioni, del sistematico calpestamento delle leggi e delle normative”.
Nel 2010 la Corte di Cassazione stabilì che la scuola era stata sopraelevata appoggiando un nuovo solaio in cemento armato su quello preesistente, senza effettuare alcun calcolo della portata e senza considerare San Giuliano come territorio a rischio sismico.
Il processo si concluse con la condanna definitiva di cinque imputati a pene comprese tra i due e i sei anni di reclusione per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose.
Tra gli imputati figurava anche Mario Marinaro. Condannato a 5 anni di carcere.
Dal carcere evitato alla reintegrazione
Tre anni vennero condonati dall’indulto e la parte residua della pena fu scontata ai servizi sociali: il geometra non trascorse neppure un giorno in carcere.
Dopo la condanna definitiva del 2010, il Comune ne dispose il licenziamento. Tuttavia, un vizio procedurale — la decisione assunta con il coinvolgimento della giunta anziché da una commissione tecnica, come previsto dall’articolo 55 bis del d.lgs. 165/2001 — rese nullo il provvedimento.
I giudici del lavoro annullarono il recesso e nel 2017 la Corte d’Appello di Napoli ne ordinò la reintegrazione nell’ufficio tecnico comunale.

La progressione economica e le polemiche
Pur risultando nullatenente e con parte dello stipendio pignorata a seguito della condanna della Corte dei Conti, nel dicembre 2023 una determinazione dirigenziale ha riconosciuto al geometra una progressione economica con decorrenza dal 1° gennaio 2024, di fatto una promozione interna con relativi arretrati.
Per molti cittadini, davanti al ricordo del crollo dell’unica struttura del paese che si sgretolò provocando la morte di 27 bambini e una maestra, la rabbia non si è mai spenta.
Perché non solo nessuno dei condannati ha scontato pene detentive effettive, ma oggi uno dei responsabili risulta reintegrato e persino promosso.
Durante il processo di primo grado, il pubblico ministero definì quella scuola “come neppure un canile andrebbe costruito”.


