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Liliana Resinovich, il marito Visintin sulla morte di Sterpin: “Avrei voluto conoscere i suoi segreti”

Pubblicato: 15/02/2026 20:05

La morte di Claudio Sterpin, ex amico e figura chiave nel caso di Liliana Resinovich, ha riaperto ferite e interrogativi sulla tragica vicenda della donna di Trieste, scomparsa nel 2022. A parlare a poche ore dal decesso dell’ex maratoneta è stato Sebastiano Visintin, marito di Liliana e attualmente indagato per il suo omicidio, che ha espresso il rammarico di non aver potuto confrontarsi con Sterpin in privato.

I rapporti tra i protagonisti erano da tempo complessi. Sterpin, indicato dai media come “amico speciale” di Liliana, era l’ultima persona ad averla sentita al telefono il giorno della sua scomparsa e si era sempre speso per cercare di far luce sulla vicenda. Visintin, invece, pur non escludendo del tutto la possibilità del suicidio della moglie, ha sempre avuto un punto di vista diverso sulla dinamica dei fatti.

La volontà di chiarire i segreti rimasti

In un’intervista al quotidiano triestino Il Piccolo, Visintin ha dichiarato: “Avrei voluto sapere i segreti che forse lui custodiva dentro di sé, che ora si è portato via con sé”. Il marito ha sottolineato anche il dispiacere per non essere riuscito a confrontarsi con Sterpin lontano dai riflettori: “Non siamo riusciti a parlare senza le telecamere puntate addosso, a vederci anche da soli per cercare di capire cosa possa essere successo a Liliana”.

Visintin ha poi ricordato un gesto di stretta di mano avvenuto tempo fa in uno studio televisivo, molto criticato dai media, sottolineando: “Io ho sempre cercato di spronarlo a rivelarmi cose che non aveva detto”. Nonostante le divergenze sul rapporto tra Sterpin e la moglie, il ruolo dell’ex amico rimane centrale: la sua testimonianza, raccolta in incidente probatorio, sarà determinante per un eventuale processo.

Le indagini e le prossime analisi

Secondo Visintin, la morte di Sterpin non cambierà l’andamento delle indagini: “La sua immagine resterà nella storia di Trieste, ma a livello di indagini non cambierà nulla perché quello che doveva dire l’aveva già riferito”. Nel frattempo, gli inquirenti attendono i risultati di nuove analisi sui reperti raccolti, che potrebbero fornire ulteriori elementi per chiarire definitivamente il giallo di Trieste.

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