
Il termometro politico di questa sera, 16 febbraio, restituisce l’immagine di un movimento in piena ebollizione. Secondo le ultime rilevazioni dell’istituto Swg, la formazione Futuro Nazionale sta consolidando una crescita che non accenna a fermarsi: se solo una settimana fa le stime parlavano di un consenso sotto la soglia del 3%, oggi l’agenzia di Trieste certifica un balzo al 3,6%. Questo trend positivo sembra nutrirsi paradossalmente proprio della linea di confine tracciata alla Camera dai tre parlamentari della componente, i quali, pur dando battaglia sul decreto Ucraina, hanno scelto di non far mancare la fiducia al governo sull’invio di armi, pur votando negativamente nel merito del provvedimento.
Ma chi sono i sostenitori di questo nuovo progetto che fa capo alla figura di Roberto Vannacci? L’analisi qualitativa di Swg svela un identikit sorprendente. Per il 54% degli intervistati, il successo del movimento risiede nel fatto che «esiste una parte del paese che non si sente rappresentata dai partiti attuali». È un dato che spacca le generazioni: a pensarla così è una solida maggioranza della Generazione Z, con punte del 59%. Se per il 45% del campione siamo di fronte a una “avanzata dell’estrema destra”, per il 39% il cuore della questione è che «i temi identitari stanno diventando centrali».
Coalizioni e identità: il manifesto di Futuro Nazionale
Il rapporto con il centrodestra resta un rebus: tra gli elettori della maggioranza, il 51% è favorevole a un’alleanza, mentre solo il 27% si dice radicalmente contrario. La composizione del voto è un travaso continuo: l’1,4% dei consensi arriverebbe dalla Lega, l’1,2% da Fratelli d’Italia, con una coda di ex astenuti e sostenitori di Casapound. A pagare il prezzo più alto è proprio Salvini: la sua Lega cede un altro 0,2% e scende al 6,4%, venendo superata da Alleanza Verdi e Sinistra che, grazie a un guadagno dello 0,2%, sale al 6,6%.
Nel frattempo, i tre deputati Emanuele Pozzolo, Rossano Sasso e Edoardo Ziello hanno blindato il perimetro ideologico del partito diffondendo nuovi dettagli dello Statuto.
Il documento non lascia spazio a interpretazioni: si professa la «lotta coraggiosa ai progetti di creazione del nuovo senso comune costruiti su ideologia gender, ideologia woke, cancel culture, immigrazionismo e negazione di quelle virtù che hanno fatto grande l’Italia». Tra i pilastri, spicca la difesa della famiglia “creata dall’amore di un uomo e di una donna” e una visione della cittadinanza che non può essere ridotta al rispetto formale delle leggi, ma deve fondarsi su una coesione valoriale. Il messaggio ai naviganti, e in particolare a Forza Italia, è netto: «la cittadinanza non si regala per il solo fatto di essere nati in Italia e non siamo disposti a negoziare sull’inclusione del terzo mondo a casa nostra».


