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Futuro Nazionale di Vannacci presenta lo statuto: cosa dice su gender, aborto e eutanasia

Pubblicato: 17/02/2026 14:49

L’architettura ideologica di Futuro Nazionale è ormai tracciata. Mentre i motori si scaldano per l’assemblea costituente prevista a ridosso dell’estate, il movimento di Roberto Vannacci ha depositato uno statuto che suona come una dichiarazione di guerra culturale. Non ci sono zone grigie nel manifesto che i tre parlamentari Emanuele Pozzolo, Rossano Sasso e Edoardo Ziello definiscono come un insieme di «valori fondamentali e non negoziabili». I tre ex esponenti di Lega e Fratelli d’Italia rivendicano la scelta di aver messo nero su bianco, davanti a un notaio, principi che ritengono traditi da altri: «Valori che purtroppo altri hanno abbandonato e ai quali si richiamano solo in campagna elettorale».

Il cuore pulsante del documento risiede nell’articolo 2, un vero inno sovranista che affonda le radici nel diritto romano e nella civiltà cristiana, celebrando l’Italia come «Patria delle piccole patrie». Ma è sui temi etici che lo scontro si fa frontale. Il partito si posiziona in modo netto sulla «libertà di educazione e della vita dal concepimento fino alla morte», blindando la porta a qualsiasi apertura su aborto ed eutanasia.

La crociata contro il “nuovo senso comune”

Il testo non risparmia colpi alla cultura contemporanea, invocando una «lotta coraggiosa ai progetti di creazione del nuovo senso comune costruiti su ideologia gender, ideologia woke, cancel culture e immigrazionismo». Pozzolo, Sasso e Ziello lanciano un monito al resto della coalizione, rifiutando definizioni fluide: «Per noi la famiglia è quella creata dall’amore di un uomo e di una donna». Sulla cittadinanza la linea è altrettanto dura: non può ridursi a una procedura burocratica. La traduzione per gli alleati è tranchant: «La cittadinanza non si regala per il solo fatto di essere nati in Italia e non siamo disposti a negoziare sull’inclusione del terzo mondo a casa nostra».

Mentre il movimento ‘Il Mondo al Contrario’ si prepara a diventare il laboratorio di idee del partito, i vertici avvertono: «È arrivata una destra vera». Il progetto si chiude con la promessa di tutelare la proprietà privata e l’impresa contro i “sistemi comunisti e capitalisti sfrenati”, ponendo l’uomo come fine e custode dell’ambiente.

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