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Meloni: “La campagna referendaria non sia lotta nel fango. Le parole di Macron? Sorpresa”

Pubblicato: 19/02/2026 20:15

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato le recenti dichiarazioni del capo dello Stato, soffermandosi sul ruolo del Consiglio superiore della magistratura e sulla necessità che resti distante dalle tensioni tra forze politiche. La premier ha spiegato: «Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore». Ha poi ricordato l’incontro avvenuto la sera precedente in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi, aggiungendo: «Ho trovato le parole del presidente giuste». Ha quindi ribadito: «Credo sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni». Nel merito, ha sottolineato anche: «È importante che una istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe politiche».

Il referendum sulla riforma della giustizia

Nel corso dell’intervista televisiva, la premier ha affrontato anche il tema del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, evidenziando l’importanza che il confronto pubblico rimanga ancorato ai contenuti del provvedimento. «Io penso che sia molto importante che questa campagna elettorale referendaria rimanga sul merito di quello di cui noi stiamo parlando», ha dichiarato. Secondo Meloni, esisterebbe un tentativo di spostare il dibattito su un piano di scontro politico: «Vedo un tentativo di trascinarla in una sorta di lotta nel fango». Ha aggiunto che questa dinamica favorirebbe chi incontrerebbe difficoltà a criticare il progetto: «Mi pare che sia un tentativo che interessa più quelli che hanno una difficoltà ad attaccare una riforma che in passato hanno per varie parti sostenuto e proposto». Ha infine osservato: «Credo che sicuramente non convenga a chi come noi ritiene di aver fatto banalmente una riforma di buon senso».

La presidente del Consiglio ha poi precisato che l’intervento normativo non dovrebbe essere interpretato come una misura di parte. «Non è una riforma di destra o di sinistra», ha affermato. Ha spiegato che si tratterebbe di una proposta di buon senso, già avanzata in passato da varie componenti politiche: «Proprio lo dimostra il fatto che è stata negli anni e nei decenni proposta dalle più svariate componenti politiche». In questo contesto, ha ribadito l’obiettivo di mantenere il confronto elettorale su un terreno costruttivo. Ha insistito sulla necessità che il dibattito resti concentrato sul merito della riforma.

Il botta e risposta con Macron

Meloni è intervenuta anche sulle parole del presidente francese Emmanuel Macron, che aveva definito come un’ingerenza un suo commento relativo alla morte di Quentin Deranque a Lione. La premier ha espresso rammarico per tale interpretazione, sostenendo: «Mi dispiace che Macron la viva come un’ingerenza». Ha poi aggiunto: «Penso che l’ingerenza sia un’altra cosa». Ha inoltre richiamato precedenti dichiarazioni provenienti dalla Francia, ricordando: «Quando un leader viene eletto a capo del governo dai propri cittadini, sentire uno Stato straniero che dice ‘vigileremo sull’applicazione dello Stato di diritto’, quella è ingerenza». Ha ribadito che la solidarietà espressa riguardava una materia di interesse generale.

Secondo Meloni, l’intervento italiano si sarebbe limitato a un gesto di vicinanza su una vicenda di interesse generale. «Intervenire esprimendo solidarietà al popolo francese su una materia che chiaramente riguarda tutti quanti non è ingerenza», ha concluso. La presidente del Consiglio ha quindi precisato che si è trattato di una presa di posizione istituzionale. Ha osservato che la distinzione tra solidarietà e interferenza politica resta fondamentale. Ha auspicato che tale differenza venga compresa anche a livello internazionale. Ha ribadito che il gesto italiano non intendeva interferire negli affari interni francesi.

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Ultimo Aggiornamento: 19/02/2026 21:49

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