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Italia, schianto violentissimo tra due tir: il bilancio è tragico

Pubblicato: 20/02/2026 20:47

La strada si è trasformata in un groviglio di lamiere e silenzi spezzati dal freddo dell’alba, quando il destino ha deciso di incrociare in modo irreversibile le traiettorie di due giganti d’acciaio. Non c’era ancora la luce del sole a illuminare l’asfalto, solo i fari che fendevano l’oscurità prima del fragore assordante che ha cambiato per sempre la vita di due famiglie. In quel momento sospeso tra la notte e il giorno, il lavoro quotidiano di chi macina chilometri per vivere si è interrotto bruscamente, lasciando spazio solo alla polvere, ai detriti e a un vuoto che nessuna indagine potrà mai colmare del tutto.

La dinamica della tragedia all’alba

I fatti si sono svolti nelle prime ore di venerdì 20 febbraio 2026, intorno alle 4.30, in un tratto di strada che solitamente vede il passaggio costante di mezzi pesanti diretti verso i centri di distribuzione. Lo scontro è stato di tipo frontale, una delle tipologie di impatto più devastanti quando si parla di autoarticolati, coinvolgendo due tir che viaggiavano in direzioni opposte. La violenza della collisione è stata tale da rendere immediatamente necessari soccorsi complessi, portando le autorità a decidere per la chiusura totale della strada statale 156, nota come Monti Lepini, all’altezza del chilometro 23. Questa misura si è resa indispensabile per garantire l’accesso alle ambulanze, ai mezzi dei vigili del fuoco e per consentire le operazioni di messa in sicurezza di un’area diventata in pochi secondi un campo di battaglia.

Il bilancio delle vittime e i soccorsi

L’impatto non ha lasciato scampo a uno dei due conducenti coinvolti. La vittima è stata identificata come Costantino Mangoni, un uomo di 53 anni residente a Terracina, molto conosciuto nell’ambiente del trasporto locale. I soccorritori giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, avvenuto praticamente sul colpo a causa delle gravissime lesioni riportate nello schianto. Per l’altro autista, invece, la situazione è apparsa subito disperata ma non ancora definitiva. I medici del 118 hanno coordinato l’intervento di un elisoccorso, che ha permesso il trasferimento d’urgenza del ferito verso la capitale. L’uomo è stato ricoverato presso l’ospedale San Camillo di Roma, dove l’equipe medica si è riservata la prognosi a causa della criticità delle sue condizioni cliniche.

Le operazioni di soccorso sono state particolarmente lunghe e articolate a causa della natura del carico trasportato da uno dei mezzi coinvolti. Oltre alla squadra dei vigili del fuoco di Terracina e a quella di Latina, è stato necessario richiedere l’intervento di personale specializzato Nbcr proveniente direttamente da Roma. La ragione di tale mobilitazione risiedeva nella presenza di una cisterna di azoto liquido che era stata lesionata durante l’urto. Il rischio di perdite pericolose ha obbligato i tecnici a procedere con il travaso della sostanza, un’operazione delicatissima che ha richiesto l’impiego di un’autogru e di strumentazioni specifiche per evitare ulteriori incidenti ambientali o rischi per la salute degli operatori presenti sul sito.

Le indagini e le procedure legali

Mentre le squadre di soccorso lavoravano per liberare la carreggiata e mettere in sicurezza i veicoli, le forze dell’ordine hanno avviato i rilievi scientifici necessari a ricostruire con esattezza la dinamica del sinistro. Al momento, le autorità stanno cercando di capire cosa possa aver causato l’invasione di corsia da parte di uno dei due mezzi, valutando ipotesi che vanno dal malore improvviso al guasto meccanico, fino a un possibile colpo di sonno favorito dall’orario notturno. Come atto dovuto in simili circostanze, la Procura ha deciso di aprire un fascicolo per omicidio stradale e il pubblico ministero di turno ha già disposto l’esecuzione dell’autopsia sul corpo di Mangoni, un passaggio fondamentale per completare il quadro investigativo e fornire risposte certe ai familiari della vittima.

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