
«L’ex principe Andrea è un narcisista totale, non ha mai mostrato pentimento». Con parole durissime Andrew Lownie, autore del libro Entitled, riaccende i riflettori sul caso che da anni scuote la monarchia britannica. Nel mirino c’è Prince Andrew, Duke of York, al centro di nuove accuse e di un’indagine che riporta alla ribalta i suoi rapporti con il finanziere americano Jeffrey Epstein.
Secondo Lownie, la Royal Family avrebbe scelto la linea del silenzio. «Molte ragazze sono state trafficate a favore di Andrea, anche nei palazzi reali. La famiglia potrebbe cooperare rivelando i registri delle visite», sostiene il biografo, puntando il dito contro una presunta strategia per “soffocare la storia” e proteggere l’istituzione.
Alla base del nuovo terremoto giudiziario ci sarebbero email scambiate nei primi anni Duemila tra Andrea e Jeffrey Epstein, con riferimenti a incontri e viaggi. Messaggi che, secondo gli inquirenti, sollevano interrogativi su scambi di informazioni e frequentazioni controverse. Con Epstein viene citata anche Ghislaine Maxwell, figura chiave nella rete di relazioni del finanziere.
Andrea, il cui nome completo è Andrew Mountbatten-Windsor, è stato interrogato dagli investigatori della Thames Valley Police nell’ambito di un’indagine per presunto abuso d’ufficio. L’accusa riguarda l’ipotetico invio di documenti governativi riservati a Epstein durante il periodo in cui il duca ricopriva l’incarico di rappresentante speciale per il Commercio e gli Investimenti.

Le autorità hanno confermato l’apertura di un fascicolo per cattiva condotta in un ufficio pubblico. Dopo l’interrogatorio, Andrea è stato rilasciato. Le immagini diffuse all’uscita della stazione di polizia lo mostrano provato, mentre il caso torna a dominare il dibattito pubblico nel Regno Unito.
Sul fronte istituzionale, Charles III ha dichiarato che la famiglia reale offrirà «pieno e sincero sostegno e collaborazione» alle autorità, ribadendo che «la legge deve fare il suo corso». Tuttavia, le parole del sovrano non hanno placato le polemiche su ciò che Buckingham Palace sapesse negli anni delle frequentazioni con Epstein.
I cosiddetti “Epstein files” includerebbero documenti del 2010 con resoconti su Vietnam, Singapore e altri Paesi visitati da Andrea in missioni ufficiali. Nel 2011 il duca fu costretto a dimettersi dall’incarico commerciale proprio dopo l’emersione dei suoi legami con il finanziere, e nel 2019 lasciò ogni ruolo pubblico. Successivamente, è stato privato dei titoli militari e degli incarichi ufficiali.
Tra le ombre sollevate dal biografo ci sono anche presunti favori economici, compresa una tangente milionaria in Kazakistan, e interrogativi sulla gestione della residenza del Royal Lodge. Accuse che, se confermate, configurerebbero non solo uno scandalo personale ma un problema sistemico per l’immagine della monarchia.
Per molti osservatori, la vicenda rappresenta un passaggio cruciale: la monarchia britannica si trova a un bivio tra riforma e perdita di credibilità. Il caso Andrea rischia di definire il regno di Carlo III, chiamato a scegliere se imprimere una svolta trasparente all’istituzione o lasciare che le ombre del passato continuino a minarne la fiducia pubblica.


