
Ogni anno per cinque serate l’Italia si ferma davanti al palco dell’Festival di Sanremo. È il tempo dell’attesa, delle indiscrezioni, delle liste che circolano e delle smentite che si rincorrono. Il Festival non è soltanto una gara canora: è un rito collettivo, una vetrina che può consacrare o riaccendere carriere, ma anche lasciare strascichi di delusione. La direzione artistica, chiamata a scegliere tra decine di proposte, si muove su un terreno delicatissimo: da un lato i volti nuovi, dall’altro i Big che hanno scritto pagine decisive della musica italiana. Non sempre c’è spazio per tutti. E quando un nome storico resta fuori, il dibattito si accende.
Nel 2026 Al Bano non sarà in gara. Una decisione che, a quanto racconta lo stesso artista, nasce da lontano. Quest’anno il cantante pugliese avrebbe scelto di non presentare alcun brano a Carlo Conti, ma la ferita affonda nei “no” ricevuti nelle passate edizioni, prima sotto la direzione artistica di Amadeus, poi con Conti.
Sanremo e il nodo della selezione
Il cuore della vicenda sta tutto qui: la selezione per Sanremo. Al Bano, ospite nel salotto televisivo di Verissimo, ha ricostruito passaggi e promesse mancate. Parlando di Amadeus, direttore artistico dal 2020 al 2024, ha raccontato: “Vado da Amadeus e lui mi racconta l’idea di fare cantare me, Morandi e Ranieri. ‘Ospite d’onore, però il prossimo anno presenterai la tua canzone’ mi aveva detto. Detto da uno che sta nel mio stesso mestiere, che fa il mio stesso mestiere, mi fido e non mi faccio scrivere niente”.
Il trio con Gianni Morandi e Massimo Ranieri ottenne un forte riscontro di pubblico. Un’idea, rivendica Al Bano, che affondava le radici nel 1996, ispirata al successo internazionale dei Tre Tenori. “Noi avemmo un successo grandissimo con il nostro trio”, ha ricordato. Ma l’anno successivo, quando si è ripresentato con un brano, la risposta sarebbe stata diversa: “Gli dico: ‘Io sono pronto con la canzone’. Lui mi dice: ‘Sai Al Bano, non voglio sporcare il successo che avete avuto l’anno scorso’. Ma ti rendi conto di quello che stai dicendo? Se io vengo a rispettare i patti, che dovresti rispettare più te di me, io sporcherei il successo dell’anno scorso. Quanto vorrei averlo qua… ”.

Al Bano, lo sfogo su Sanremo e la “Saremite acuta”
Il tono si fa ancora più personale quando il racconto arriva all’incontro con Carlo Conti. “Caro Conti, se ci, sei ascolta bene. Io sono venuto nel tuo ufficio, abbiamo sentito la mia canzone e hai sentito quella frase che hai detto ‘vedrai la stampa come ne parlerà di questa frase in questa canzone’. Mi hai detto tutte queste frasi belle, io me ne sono andato e poi sento dopo quindici giorni la lista dei cantanti che erano stati invitati a Sanremo e mancava il sottoscritto. Ma a te sembra logico? A me no. Non perché io volessi. Bastava che dicessi: ‘Io non penso a uno come te’”.
Parole riportate dal Messaggero che si intrecciano con una confessione diventata virale: “Io soffro di “Saremite acuta”, con Amadeus ho avuto un rapporto particolare. Ho avuto un grande successo a Sanremo, ma da solista non mi ha voluto. Carlo Conti mi ha mandato tutto ciò che serviva, ha sentito la canzone, si è complimentato per la canzone, ma non mi ha mai messo in lista tra i partecipanti. Bastava un po’ di sincerità, di educazione e onestà”.
Non un’accusa formale, ma uno sfogo che richiama un tema ricorrente: il rapporto tra artisti storici e direzione artistica. Al Bano precisa di aver sempre avuto un rapporto sereno con Conti: “Tra l’altro il nostro rapporto è sempre stato perfetto. Mi disse un giorno che sua mamma quando mi vedeva gli diceva che lui mi assomigliava”.
Al Bano tra carriera, vita privata e fede
L’intervista a Verissimo non si è limitata a Sanremo. Il cantante ha ripercorso la propria traiettoria umana e professionale, dagli inizi a Cellino San Marco fino al trasferimento a Milano a 17 anni. “Non mi fermo mai, mio papà, grande maestro di vita, mi diceva che l’acqua continua a scorrere come la vita e così devo fare anche io, senza mai arrendermi”.
Ha parlato del rapporto con i figli: “Il rapporto con i miei figli è sempre stato fantastico, io gli ho insegnato che nella vita, quando arriva una cosa, occorre affrontarla direttamente con gioia di vivere e amore”. E ha ricordato con dolore la tragedia di Crans-Montana: “Nella tragedia di Crans-Montana poteva esserci mio figlio, è rimasto a Cellino ed è per questo che si è salvato. Il dolore di quei poveri genitori è insanabile. In un momento la vita può cambiare radicalmente”.
Spazio anche ai sentimenti, da Romina Power a Loredana Lecciso. “Con Romina è stato un rapporto di sacrifici, ma era una favola a prescindere… Il nostro amore è stato meraviglioso, ma sapevo che sarebbe finito, prima o poi”. E su Loredana: “Mentalmente siamo sposati, ma se vorrà, succederà, perché no?”.
Tra carriera, fede (“La mia fede è solidissima, non temo la morte, venga pure quando vuole”) e televisione, resta sullo sfondo il legame con Sanremo. Un palco che Al Bano conosce dal 1968 e che continua a evocare aspettative, nostalgie e, a quanto pare, anche un pizzico di “Saremite acuta”.


