
Clima teso nelle riunioni di Forza Italia dedicate al referendum sulla separazione delle carriere. Tra il comitato referendario e la segreteria riunita a Montecitorio con i vertici del partito, emergono preoccupazioni per i sondaggi e per il rischio di un sorpasso del “no”, soprattutto al Sud.
Il segretario Antonio Tajani ha affrontato il tema direttamente con lo stato maggiore azzurro, invitando a rilanciare quella che viene considerata una riforma-bandiera dell’era Berlusconi. Ufficialmente toni concilianti verso gli alleati, ma dalle riunioni trapelano malumori nei confronti della Lega, accusata da più parti di non essersi mobilitata a sufficienza.
Tra gli interventi più netti quello di Nazario Pagano, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, che avrebbe sottolineato una scarsa attivazione del Carroccio anche in Abruzzo. Nei giorni precedenti il coordinatore campano Fulvio Martusciello aveva ironizzato sull’iniziativa del “treno per il sì” previsto a Napoli, paventando il rischio di un effetto controproducente.
All’interno del partito si discute anche della linea comunicativa. La ministra per le Riforme Elisabetta Casellati avrebbe proposto di politicizzare il voto, presentandolo anche come un giudizio sull’azione di governo per mobilitare l’elettorato. Una posizione diversa rispetto a quella espressa da altri esponenti, come il ministro Paolo Zangrillo, che invita a concentrarsi sul merito della riforma e ad abbassare i toni, in sintonia con l’appello alla moderazione del presidente Sergio Mattarella.
Il nodo resta la partecipazione e l’organizzazione territoriale. Tajani avrebbe sollecitato i dirigenti a presidiare anche i piccoli centri e le tv locali. Nel monitoraggio dei comitati già costituiti, la Campania guida con 84 iniziative, seguita dal Lazio con 48 e dal Veneto con 21. Sotto osservazione la situazione in Molise, dove – viene riferito – non sarebbe stato ancora aperto alcun comitato.
Davanti ai cronisti, Tajani ha smorzato le tensioni: “Gli alleati si stanno impegnando”. Sulla linea politica ha ribadito che non si tratta di “fare la guerra ai magistrati”, pur mantenendo la critica verso eventuali casi di magistratura politicizzata. Non manca infine un richiamo alla vigilanza sul voto: la necessità, secondo il leader azzurro, di garantire la presenza di rappresentanti di lista in tutte le sezioni per prevenire possibili irregolarità.


