
In anticipo di qualche minuto sulla scaletta, ieri sera Carlo Conti e Laura Pausini, dopo le esibizioni dei 30 artisti, hanno letto la top 5 della prima serata di Sanremo 2026. La giuria della Sala Stampa, Tv e Web ha premiato con i voti più alti Arisa con Magica Favola, Fulminacci con Stupida Sfortuna, Serena Brancale con Qui Con Me, Ditonellapiaga con Che Fastidio e Fedez & Marco Masini con Male Necessario. Come ha detto Carlo Conti, non si tratta di una classifica, i nomi sono stati letti in ordine totalmente casuale.
La presenza di Masini & Fedez e di Serena Brancale non ha sorpreso gli addetti ai lavori, considerando che figuravano già ai vertici della graduatoria dei giornalisti stilata dopo le prove generali, così come Ditonellapiaga e Fulminacci, rispettivamente prima e secondo nella media delle pagelle della stampa dopo il primo ascolto dei brani a fine gennaio. La decisione di stampa, Tv e Radio però non ha messo tutti d’accordo e sui social è esplosa la polemica: molti avrebbero voluto vedere nella cinquina Levante, Malika Ayane e soprattutto Sal Da Vinci. Per rassicurare i fan degli “esclusi”, vale la pena ricordare che un anno fa nella top 5 non compariva Olly; la sala stampa gli preferì Achille Lauro, Fedez, Giorgia, Lucio Corsi e Simone Cristicchi.
“Sul serio?!”. Sanremo 2026, la classifica parziale della prima serata: scoppia la polemica

Sal Da Vinci commenta la classifica della prima serata di Sanremo
Al DopoFestival, Nicola Savino ha accolto alcuni dei big appena scesi dal palco dell’Ariston e quando è arrivato Sal Da Vinci gli ha chiesto un commento diretto sulla top 5 della prima serata di Sanremo 2026: “Tanti si aspettavano che ci fossi anche tu. Dì la verità, ci sei un po’ rimasto male di questa assenza?”. Il cantante di Rossetto e Caffè si è mostrato sereno, spiegando di non aver nutrito particolari aspettative, ma ha colto l’occasione per interpellare il giornalista e critico Luca Dondoni sul voto ricevuto.

“Se ci sono rimasto male? Assolutamente no, sono sincero. Anzi, mi preoccupava esserci. Va bene così. Va bene, sono solo canzonette, ognuno porta la sua e va benissimo, sono qui per cantare come gli altri. Secondo me Luca Dondoni ha preso la mia scheda e l’ha buttata via. Che voto mi hai dato?“, ha detto ancora Sal Da Vinci.
La replica di Dondoni non si è fatta attendere: il critico ha ribadito di aver sempre stimato Sal Da Vinci, ben prima del successo travolgente di Rossetto e Caffè, e ha poi rivelato il giudizio assegnato al brano Per Sempre Sì: “Tu lo sai che mi sei sempre piaciuto. Comunque ti ho dato sette“.


In effetti, sulle pagine de La Stampa, Luca Dondoni ha confermato il sette all’esibizione di Sal Da Vinci, aggiungendo una riflessione destinata a far discutere: “Abbiamo scritto che questa canzone sarebbe diventata la sigla di mille matrimoni. Aggiungiamo comunioni, cresime, diciottesimi, compleanni, feste di Capodanno eccetera. Colla a presa rapida per padiglioni auricolari che amano la semplicità”. Parole che suonano come un complimento a metà, tra ironia e riconoscimento della forza popolare del brano, ma che alla fine si traducono comunque in un voto positivo.


