
Terza serata all’Ariston, tra finali, ospiti, nostalgie e qualche scivolone creativo. C’è chi vola altissimo e chi resta impantanato nella marketta di rito. Ecco le nostre pagelle, senza zucchero.
Carlo Conti – Voto 7
Buona la terza. Dopo due serate piatte, al terzo tentativo Carlo Conti trova la scaletta giusta. La differenza la fanno anche gli ospiti: ad Alicia Keys basta intonare «Empire State of Mind» per illuminare la scena, Pantani-Elkann fa il resto e cancella l’atmosfera da discount dei due giorni precedenti.
Virginia Raffaele e Fabio De Luigi – Voto 4,5
Dacci oggi la nostra promozione quotidiana. Loro sono due fuoriclasse, nessuno lo mette in dubbio. Ma la gag musicale per lanciare il film è di una pesantezza disarmante. Meccanica, forzata, più spot che spettacolo. Vien quasi voglia di riascoltare Sal Da Vinci per riprendersi.
Malika Ayane – Voto 6,5
Malika sprigiona eleganza anche a volume spento. C’è una raffinatezza naturale, un bianco e nero che non è solo scenografia ma cifra stilistica. Una lounge mediterranea che incontra il french touch. La canzone è bella, forse troppo bella per Sanremo. E infatti sembra quasi fuori contesto, ma nel senso migliore.
Sal Da Vinci – Voto 4,5
Datele un paio di giorni e la ritroverete ovunque su TikTok, tra matrimoni e karaoke nostalgici. Un tuffo negli anni ’80 alla Julio Iglesias, ma se quello era un pirata del sentimento, qui siamo allo sterilizzato giuramento di fedeltà eterna. Più coreografia che anima.
Mogol – Voto 8
Una carriera che non si discute, un repertorio che è memoria collettiva. Prima dice 1774 canzoni depositate alla Siae, poi 1776. Due in più mentre era sul palco, probabilmente. Invidia pura: immaginate anche solo un euro di diritti al mese per ciascuna. Monumentale, ironico, eterno.
Ubaldo Pantani – Voto 4
Sul palco più visto della televisione italiana, Pantani sceglie di imitare Lapo Elkann. E la domanda resta sospesa nell’aria: perché? Che imiti Pippo Baudo è naturale, Baudo è Sanremo. Ma Lapo? Qual è oggi il suo peso simbolico tale da meritare una caricatura in prima serata? Lui è bravissimo, ma sembra più archeologia televisiva che satira attuale.
Gianluca Gazzoli – Voto 4
«Ora il via alla prima sfida». Peccato che fosse l’unica, visto che era la finale. Per sembrare giovane li chiama “raga”, un po’ come chi infila “la situa” ogni tre frasi. Ehi bro, datecene almeno uno che sappia fare il conduttore senza travestirsi da influencer.
Leo Gassmann – Voto 5
Scende in platea, regala un fiore a una signora in prima fila, si muove con sicurezza. Padrone del palco più con il corpo che con la voce. Il gesto c’è, l’intenzione pure. Manca ancora quella scintilla che trasforma la presenza scenica in momento memorabile.
Maria Antonietta & Colombre – Voto 6,5
Spensieratezza e leggerezza, in coppia artistica e di vita. Una felicità da rubare, ma non quella “banale” (copyright Romina Power). Qui c’è un’intimità credibile, un equilibrio che funziona senza effetti speciali. Piccolo mondo felice, ma autentico.


