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Il papà di Giovanni Tamburi morto a Crans-Montana: “Achille Lauro a Sanremo ci ha fatto commuovere”

Pubblicato: 27/02/2026 14:25

Il palco dell’Ariston si è trasformato, per pochi minuti, in un luogo di memoria collettiva e commozione profonda. L’omaggio di Achille Lauro, che ha scelto di interpretare “Perdutamente” per ricordare le giovani vittime della tragedia di Crans-Montana, ha toccato corde sensibilissime, arrivando dritto al cuore di chi convive quotidianamente con il vuoto di una perdita. Il brano, che già in passato aveva accompagnato l’ultimo saluto ad Achille Barosi attraverso la voce spezzata della madre, è diventato oggi un simbolo di conforto anche per le famiglie coinvolte nel drammatico rogo di Capodanno. Tra queste, la famiglia di Giovanni Tamburi, il cui padre, Giuseppe, ha voluto manifestare pubblicamente il proprio apprezzamento per la sensibilità dell’artista: «Gli siamo davvero riconoscenti per averci dedicato un pensiero».

Giuseppe Tamburi, che ha seguito l’esibizione con il fiato sospeso mentre si trovava all’estero, ha descritto l’impatto di quel momento come «commovente, un’emozione forte». Il legame tra Lauro e il sedicenne scomparso non era casuale, ma radicato in una passione sincera: «A Giovanni piaceva molto, moltissimo», ha ricordato il padre, rendendo il tributo ancora più prezioso agli occhi dei familiari.

Solidarietà nel nome di Giovanni: il villaggio a Bologna

Ma il ricordo di Giovanni non si esaurisce nelle note di una canzone; si trasforma in un progetto concreto di accoglienza per gli ultimi, un desiderio che il ragazzo coltivava quasi in segreto. L’idea di un villaggio per i senzatetto a Bologna sta infatti prendendo forma rapidamente. «Mi ha chiamato l’assessora Matilde Madrid. Sono state individuate tre possibili aree. Ora si faranno dei sopralluoghi e poi andremo insieme a vedere i posti disponibili, per scegliere quello più adatto», ha spiegato Tamburi, delineando i contorni di un’iniziativa che mira a restituire dignità a chi vive ai margini.

Il piano prevede la realizzazione di casette indipendenti, integrate forse da una mensa comune, con un’attenzione particolare al legame affettivo tra i senzatetto e i loro animali: «Gli ospiti potranno portare con sé il proprio cane, così da non doverlo lasciare per la notte. A breve definiremo tutti i dettagli, il nostro progetto va avanti». Una promessa che trasforma il dolore in una speranza tangibile per l’intera comunità.

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Ultimo Aggiornamento: 27/02/2026 14:27

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