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Democrazia “da esportazione” nel romanzo inedito di Orson Welles

Pubblicato: 02/03/2026 16:08

Arriverà in libreria il 31 marzo il romanzo inedito di Orson Welles, Un pezzo grosso, pubblicato per la prima volta in Italia da La nave di Teseo nella collana Oceani (traduzione di Alberto Pezzotta, 208 pagine, 18 euro).
L’opera, uscita soltanto in Francia nel 1953 in una versione rimaneggiata e mai pubblicata nei Paesi anglofoni, torna ora alla luce grazie al ritrovamento del manoscritto originale in inglese presso il Fondo Welles del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Un recupero che restituisce al pubblico un tassello significativo dell’immaginario creativo del regista di Quarto potere, rivelando un lato meno noto ma altrettanto incisivo della sua produzione.

Il manoscritto ritrovato a Torino

La copia originale, rinvenuta negli archivi del museo torinese, consente oggi di leggere il testo nella sua forma autentica, senza gli interventi editoriali che avevano caratterizzato l’edizione francese del 1953. Secondo l’editore, si tratta di un recupero che amplia la comprensione della libertà espressiva di Welles e della sua vena satirica, capace di intrecciare politica, ironia e narrazione avventurosa.

Elisabetta Sgarbi, direttrice generale di La nave di Teseo, ha ringraziato il Museo del Cinema di Torino «per aver scelto La nave di Teseo come luogo in cui fare atterrare questo romanzo inedito in Italia di Orson Welles», sottolineando come la pubblicazione rappresenti un arricchimento importante per il catalogo della casa editrice.

Una satira feroce sulla democrazia “da esportazione”

Nel romanzo, Welles mette in scena una parodia corrosiva del potere e del mito della democrazia esportata come modello universale.

Con ritmo serrato e dialoghi taglienti, l’autore costruisce una narrazione che alterna equivoci, colpi di scena e situazioni grottesche, sotto cui si nasconde una critica lucida al capitalismo globale e alle sue rappresentazioni propagandistiche, comprese quelle cinematografiche.

La scrittura, brillante e teatrale, richiama l’ironia visionaria che ha segnato anche la sua produzione cinematografica.

La trama: un’isola che si finge democratica

La vicenda si svolge su una nave diretta a Malinha, una piccola isola del Mediterraneo governata da una dittatura.

Qui un equivoco trasforma Joe Cutler, giovane americano nipote di un magnate delle bibite, in una presunta spia internazionale. Il malinteso scatena il panico tra i vertici del regime, che decidono in fretta e furia di presentarsi al mondo come una democrazia.

Ne scaturisce una spirale di colpi di Stato, elezioni improvvisate, arresti e intrighi, tra multinazionali onnipotenti, ammiragli grotteschi e passioni inattese. Il risultato è un racconto che mescola thriller spionistico e commedia romantica, trasformandosi in una riflessione ironica e pungente sui meccanismi del potere.

Con Un pezzo grosso, Welles dimostra ancora una volta la sua capacità di usare la narrazione come strumento di smascheramento politico, anticipando temi che restano attuali nel dibattito contemporaneo sulla legittimità e sui limiti dell’intervento democratico.

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