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Bollette gas e elettricità, aumenti fino a 370 euro con la guerra in Iran: tutti i calcoli

Pubblicato: 04/03/2026 10:31

Le nuove tensioni geopolitiche in Medio Oriente riaccendono l’allarme sulle bollette di luce e gas. Dopo settimane di relativa stabilità, i mercati energetici europei sono tornati a registrare forti oscillazioni, con ripercussioni dirette sulle stime di spesa delle famiglie italiane. A guidare il rialzo è soprattutto il gas naturale, il cui prezzo all’ingrosso è balzato ai massimi degli ultimi mesi, alimentando timori di nuovi rincari nei prossimi dodici mesi.
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Gas alle stelle: TTF oltre i 60 euro

Il segnale più evidente arriva dalla borsa di Amsterdam, dove il TTF – Title Transfer Facility ha superato la soglia dei 60 euro al megawattora, toccando livelli che non si vedevano dall’estate 2022. In una sola seduta il balzo ha sfiorato il 41%, un’impennata che riflette l’incertezza sulle forniture globali.

A pesare sui mercati è il blocco delle esportazioni dal Qatar, tra i principali attori mondiali nel settore del Gnl (Gas Naturale Liquefatto). Lo stop alle attività di trasformazione ha innescato timori di una possibile riduzione dell’offerta, mentre sullo sfondo resta la centralità dello stretto di Hormuz per le rotte energetiche internazionali. La combinazione di fattori geopolitici e tensioni logistiche ha riacceso la volatilità.

Nonostante l’allarme sui prezzi, da Bruxelles filtra una linea prudente sui volumi. L’Unione Europea importa circa il 70% del proprio Gnl da fornitori considerati stabili, in particolare Stati Uniti e Norvegia. L’esposizione diretta verso il Qatar resta limitata. Tuttavia, se le quantità non appaiono a rischio immediato, la pressione sui listini rappresenta un elemento di forte preoccupazione per l’economia continentale.

Bollette in aumento: le stime per le famiglie

Secondo le ultime proiezioni elaborate dagli analisti di Facile.it, sulla base degli indicatori PUN (Prezzo Unico Nazionale) per l’elettricità e PSV (Punto di Scambio Virtuale) per il gas, la spesa energetica di una famiglia tipo potrebbe raggiungere 2.593 euro annui nei prossimi dodici mesi.

Si tratta di un incremento del 7% rispetto alle precedenti stime, con un aggravio complessivo di circa 166 euro: 121 euro in più per il gas e 45 euro per l’energia elettrica. Numeri che riportano alla memoria le tensioni vissute durante la crisi energetica del 2022 e che rischiano di comprimere ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie.

Va sottolineato che l’impatto non sarà uniforme. Gli aumenti colpiranno principalmente i clienti con contratti a tariffa indicizzata, cioè legati all’andamento del mercato all’ingrosso. Chi ha scelto un’offerta a prezzo fisso resterà al riparo dalle oscillazioni fino alla scadenza del contratto.

Volatilità e strategie di tutela

Il ritorno della volatilità sui mercati energetici evidenzia come la transizione europea non sia ancora del tutto affrancata dalle dinamiche geopolitiche. A fine gennaio, il gas russo rappresentava ancora una quota significativa del mix energetico europeo, segnale di una dipendenza non completamente superata.

In questo contesto, gli esperti invitano a una verifica attenta delle proprie condizioni contrattuali. Valutare il passaggio a offerte a prezzo bloccato può rappresentare uno strumento di protezione contro eventuali ulteriori fiammate dei mercati, soprattutto se la crisi in Medio Oriente dovesse protrarsi o intensificarsi.

Le bollette di elettricità e gas tornano dunque al centro dell’attenzione pubblica. Se i volumi di approvvigionamento appaiono al momento garantiti, è la dinamica dei prezzi a destare maggiore apprensione. E in un quadro internazionale ancora instabile, la variabile energetica si conferma uno dei principali fattori di rischio per i bilanci delle famiglie italiane.

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