
«Dove sono le femministe?». Con questa provocazione, la premier Giorgia Meloni ha aperto il suo intervento ai microfoni di Rtl 102.5, tornando a parlare di sicurezza e immigrazione, due temi al centro dell’agenda politica del suo governo. L’occasione è stata il dossier migranti, ma il discorso si è rapidamente esteso alle decisioni della magistratura, considerate dalla leader “surreali” e inadeguate a tutelare i cittadini.
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Meloni ha portato esempi concreti, citando casi di cronaca che, secondo lei, dimostrano i limiti del sistema attuale: «Uno che è entrato clandestinamente in Italia, si è messo a spacciare, ha violentato una donna in gruppo, noi non lo possiamo trattenere, non lo possiamo mandare in Albania, non lo possiamo rimpatriare». Il riferimento è a Fathalla Ouardi, marocchino 39enne accusato di spaccio, immigrazione clandestina, furto e violenza sessuale di gruppo, che, pur essendo stato trasferito al Cpr di Gjader per il rimpatrio, è stato “salvato” dalla Corte d’Appello di Roma dopo aver richiesto protezione internazionale.

Il caso di Firenze e l’appello alle femministe
La premier non si è fermata a un singolo episodio: «A Firenze quanto accaduto dimostra quanto siano surreali queste decisioni e quanto incidano non sul lavoro del governo ma sui diritti dei cittadini, primo tra i quali il diritto alla sicurezza». La Meloni ha sottolineato la frustrazione delle vittime, citando la donna violentata da due immigrati, e ha lanciato un duro monito alle associazioni femministe: «Mi chiedo anche dove siano le femministe di ‘Non una di meno’ su queste vicende».
Secondo la presidente del Consiglio, casi come questi mostrano come le sentenze giudiziarie possano interferire con la possibilità dello Stato di garantire sicurezza e tutela dei cittadini, alimentando dubbi sulla fiducia nel sistema giudiziario italiano.
Centri migranti e misure alternative
Nonostante le critiche alla magistratura, Meloni ha ribadito l’impegno del governo a perseguire una politica rigorosa sull’immigrazione irregolare. «Io sono determinata a fare quello che i cittadini hanno chiesto di fare, e cioè una politica rigida sul tema dell’immigrazione irregolare, anche con strumenti nuovi come i centri in Albania». La premier ha riconosciuto le difficoltà, sottolineando come alcuni atti giudiziari possano rallentare le iniziative: «Qualcosa mi dice che gli stessi magistrati potrebbero ora inventare altre scuse perché sto vedendo delle cose francamente che non capisco».
Il riferimento ai centri in Albania si inserisce nella strategia del governo per alleggerire la pressione sui centri italiani, gestendo i flussi migratori con misure innovative, pur rispettando le procedure internazionali. Meloni ha però aggiunto che sarà pronta a “lavorare il triplo, il quadruplo, dieci volte tanto se necessario” per garantire l’attuazione delle decisioni prese.

La giustizia e il referendum
Non è mancato un richiamo al tema del referendum sulla giustizia, definito dalla premier un passaggio cruciale per rendere l’Italia più moderna e funzionale. «Riformare la giustizia è fondamentale. Il paradosso è che non ci si è mai riusciti e penso che, se non ci riusciamo stavolta, non avremo un’altra occasione». La leader ha quindi collegato il dibattito sull’immigrazione a quello sul sistema giudiziario, sottolineando come entrambi incidano direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini.
Sicurezza dei cittadini al centro del dibattito
L’intervista, rilasciata a Leggo, evidenzia come il governo continui a porre l’accento sulla tutela della sicurezza dei cittadini e sulla necessità di strumenti più efficaci per gestire i casi di criminalità commessa da persone con richiesta di protezione internazionale. Meloni ha insistito sul fatto che il governo non può fermarsi davanti alle difficoltà, ribadendo la linea dura su rimpatri, gestione dei migranti e protezione delle vittime di violenza.
La discussione sollevata dalla premier apre un ampio dibattito sul confine tra diritti dei migranti e sicurezza nazionale, e mette sotto i riflettori la funzione della magistratura, il ruolo delle associazioni femministe e la necessità di interventi legislativi e amministrativi rapidi ed efficaci.
In conclusione, il messaggio di Giorgia Meloni è chiaro: la tutela della sicurezza dei cittadini, il rafforzamento delle misure migratorie e la riforma della giustizia sono temi imprescindibili, e il governo è pronto a sostenere ogni iniziativa per garantire il rispetto delle regole e la protezione dei più vulnerabili.


