
Scontro politico alla Camera durante le comunicazioni del governo sulla crisi con l’Iran. Nella replica al dibattito parlamentare, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha respinto le accuse delle opposizioni e ha attaccato direttamente l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, ricordando il ruolo dell’Italia nei bombardamenti Nato nei Balcani alla fine degli anni Novanta.
Lo scontro con l’opposizione
“Non mi devo vergognare di nulla”, ha dichiarato Tajani intervenendo in Aula. Il ministro ha poi aggiunto che, semmai, “forse è qualcun altro che si deve vergognare di quello che ha fatto in passato”.
Il riferimento è alla partecipazione dell’Italia all’operazione militare della Nato contro la Serbia nel 1999, durante il conflitto del Kosovo.
“Chi non ha rispettato il Parlamento mandando gli aerei a bombardare i Balcani è stato il presidente del Consiglio Massimo D’Alema”, ha affermato Tajani, nel pieno dello scambio polemico con le forze di opposizione sulle scelte del governo nella crisi mediorientale.
Il quadro internazionale e il riferimento alla guerra in Ucraina
Nel suo intervento il ministro degli Esteri ha anche allargato lo sguardo al contesto geopolitico globale, sottolineando come negli ultimi anni numerosi conflitti siano avvenuti al di fuori del diritto internazionale.
“Purtroppo sono anni che molte cose accadono senza il rispetto delle regole internazionali”, ha detto Tajani. Il ministro ha poi ricordato il ruolo delle Nazioni Unite, sottolineando come l’equilibrio del sistema multilaterale sia oggi messo in difficoltà anche dalla guerra in Ucraina.
“Chi dovrebbe garantire il rispetto del diritto internazionale, cioè il Consiglio di sicurezza dell’Onu, vede al suo interno un Paese che ha invaso un altro Paese”, ha osservato, facendo riferimento alla Russia e al conflitto con l’Ucraina.
Secondo Tajani, la crisi con l’Iran deve quindi essere letta all’interno di un quadro internazionale più ampio, segnato da una crescente instabilità geopolitica.
L’evacuazione degli italiani e la difesa dell’operato del governo
Il ministro ha poi difeso l’azione del governo per l’assistenza ai cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte dalla crisi.
“La sicurezza dei connazionali è la nostra priorità”, ha dichiarato Tajani, rivendicando l’impegno della Farnesina nell’organizzazione dei rimpatri e nel supporto ai cittadini italiani negli aeroporti delle zone interessate.
“Quello che ha fatto l’Italia non lo ha fatto nessuno. Non c’è stato alcun aereo bloccato che non sia partito”, ha aggiunto, spiegando che l’Italia ha attivato desk operativi negli aeroporti coinvolti per assistere i cittadini in transito.
Il ministro ha inoltre respinto le segnalazioni di italiani che lamenterebbero mancanza di assistenza, definendo queste accuse non corrispondenti alla realtà.
Di fronte alle proteste provenienti dai banchi dell’opposizione, Tajani ha replicato con una battuta: “Capisco che l’efficienza del governo dia fastidio”.


