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Gli anarchici tornano in piazza per Alfredo Cospito: “Sabotiamo il fronte interno”

Pubblicato: 06/03/2026 12:18

Negli ultimi giorni, i movimenti anarchici italiani hanno mostrato segni di ricompattamento attorno alla figura di Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41-bis con diversi capi di imputazione legati al terrorismo. Dopo un periodo di apparente quiete, coincidente con la concentrazione delle frange anarchiche sulle tensioni in Medioriente e sulla causa pro-Palestina, la questione Cospito torna al centro delle mobilitazioni, con un aumento di iniziative pubbliche nel centro Italia.

“I movimenti anarchici si stanno ricompattando attorno alla figura di Alfredo Cospito”, spiegano fonti vicine agli ambienti dell’anarchia militante, sottolineando come la vicenda del detenuto rappresenti un simbolo della resistenza contro quello che definiscono un trattamento vendicativo dello Stato.
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Presidi e manifestazioni locali

In pochi giorni, sono stati annunciati tre presidi di solidarietà a Cospito: a Spoleto, Marina di Carrara e Pisa. Si tratta di iniziative locali, senza cortei cittadini, ma con una forte valenza simbolica. I volantini circolanti sui canali dell’anarchia militante sottolineano il collegamento tra la detenzione di Cospito e i conflitti internazionali: “Mentre le tensioni internazionali ci trascinano sempre più rapidamente nell’abisso di un conflitto bellico su scala mondiale, con l’Italia – elmetto in testa – schierata al fianco della Nato, degli Usa e dei sionisti su tutti i fronti, è bene ricordare come la repressione sia da sempre l’espressione più eloquente della guerra sul fronte interno, dove lo Stato e i padroni fanno di tutto per combattere i rivoluzionari e le classi oppresse”.

Il volantino prosegue con la chiamata all’azione: “Sabotiamo il fronte interno”, slogan che testimonia come, pur in forma di presidi, la retorica del movimento punti a riaccendere la conflittualità di piazza.

Le motivazioni della mobilitazione

L’attenzione del movimento anarchico è in parte legata a scadenze giudiziarie importanti: “Lunedì 9 marzo si terrà a Spoleto un’udienza del processo che vede sul banco degli imputati alcuni tra coloro che scesero in piazza il primo novembre 2022, accusati di aver partecipato a un corteo spontaneo che attraversò alcune vie del centro storico a seguito del presidio fuori dal carcere cittadino in solidarietà con il compagno anarchico Alfredo Cospito”.

Inoltre, gli anarchici richiamano la possibile estensione del 41-bis, prevista per maggio, come motivo principale della mobilitazione: “In vista del possibile rinnovo della misura, previsto allo scadere dei primi quattro anni nel prossimo mese di maggio, è necessario tornare a mobilitarci contro l’estensione indefinita di questo trattamento vendicativo contro un prigioniero che non riescono a piegare”.

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Contesto nazionale e internazionale

Il ritorno dell’attenzione su Cospito avviene in un contesto più ampio, caratterizzato da tensioni internazionali e conflitti armati in Medio Oriente, che le frange anarchiche cercano di collegare alla repressione interna: “Mentre le tensioni internazionali ci trascinano sempre più rapidamente nell’abisso di un conflitto bellico su scala mondiale…”, si legge nei comunicati. La strategia del movimento, quindi, non si limita alla solidarietà individuale ma mira a costruire un legame narrativo tra politica estera e repressione interna, con l’obiettivo di creare una cornice ideologica che giustifichi le mobilitazioni.

Analisi della situazione

Per ora, le manifestazioni restano contenute e di portata locale, senza coinvolgere le grandi città come Milano o Torino, dove gli anarchici avevano in passato causato danni ingenti. Tuttavia, l’emergere di questa nuova fase di mobilitazione rende necessario un monitoraggio attento. La retorica del “sabotaggio del fronte interno” e il richiamo alla solidarietà per Cospito indicano come il movimento anarchico possa cercare nuove occasioni per riproporre conflitti di piazza, sfruttando tensioni politiche e giudiziarie.

Il quadro che emerge è quindi quello di un movimento che, pur in apparente debolezza organizzativa rispetto al passato, resta in grado di utilizzare eventi locali e contesti internazionali per rilanciare la propria agenda, con presidi, comunicati e volantini come strumenti principali di mobilitazione.

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