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Roberta Martucci scomparsa nel 1999, una testimone parla 27 anni dopo

Pubblicato: 09/03/2026 17:58

A quasi ventisette anni di distanza dal quel tragico 20 agosto 1999, la scomparsa di Roberta Martucci, all’epoca ventottenne, torna prepotentemente al centro dell’attenzione giudiziaria. La sorella Lorella, che non ha mai smesso di cercare la verità, ha promosso una nuova fase investigativa, avvalendosi della collaborazione delle guardie zoofile di Bari e dell’ausilio di cani molecolari per setacciare il litorale salentino, tra Mancaversa e Torre Suda. La riapertura del caso, archiviato nel 2022, è stata innescata da una testimonianza inedita raccolta di recente, che ha riacceso le speranze di risolvere uno dei misteri più dolorosi del territorio.

La nuova testimonianza e la pista della “tomba naturale”

La teste ha riferito di aver notato «movimenti sospetti» proprio nella mattinata in cui Roberta sparì, lungo la strada che la giovane percorreva quotidianamente tra Gallipoli e Ugento. Ancora più inquietante è il dettaglio legato ad alcuni residenti della zona, i quali avrebbero lamentato, pochi giorni dopo la scomparsa, «un forte odore di putrefazione» persistente nell’aria. Questi elementi hanno spinto la famiglia a chiedere formalmente alla Procura di Lecce un sopralluogo approfondito presso alcuni scogli, che potrebbero aver celato il corpo della giovane in una tragica «tomba naturale». All’epoca, la scomparsa si tinse subito di giallo: la sua Fiat Uno bianca fu ritrovata dopo quattro giorni a Gallipoli, priva di chiavi e libretto, oggetti che apparvero misteriosamente solo in un secondo momento, riconsegnati dal cognato della vittima.

Proprio la figura del cognato fu al centro delle prime indagini, alimentate dal sospetto che l’uomo avesse fatto avances a Roberta. Tuttavia, quella pista venne accantonata in favore di altre ipotesi, come la gelosia di una donna o le presunte richieste di denaro avanzate da un ex fidanzato. Oggi, la tenacia di Lorella Martucci e i nuovi dati tecnici offrono una prospettiva diversa. La speranza è che questo nuovo impulso possa finalmente dare una risposta definitiva a una famiglia che attende giustizia da quasi tre decenni, trasformando quel lungo silenzio in una verità ormai troppo a lungo rimandata.

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