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“La decisione sui bambini è questa”. Famiglia nel bosco, l’annuncio ufficiale del garante per l’infanzia

Pubblicato: 10/03/2026 14:38
Famiglia Bosco

La storia della cosiddetta famiglia nel bosco continua a catalizzare l’attenzione: al centro ci sono Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la coppia che viveva isolata tra i boschi abruzzesi e che ora è coinvolta in un procedimento delicato sui loro tre figli. Il punto più discusso, però, è uno solo: che cosa succede davvero ai bambini.

Nel frattempo, la quotidianità dei due sembra essersi spaccata in due. Come riferito dal sito di Repubblica, Nathan non vive più con la moglie: trascorre le giornate nella Casetta di Nonna Gemma, una piccola abitazione dove paga l’affitto e condivide gli spazi con la sorella di Catherine, con sua madre e con il nipote. Nonostante la separazione, Nathan continua a difendere il legame con Catherine e parlando con un amico avrebbe ribadito: “L’amore tra noi due non può essere toccato da nessuno”.

Famiglia nel bosco, la notizia sui bimbi arriva dal garante dell’infanzia Abruzzo

I figli sono diventati il nodo più teso di tutta la vicenda. Nathan avrebbe più volte mostrato disorientamento per ciò che si è creato attorno alla famiglia. “Perché tutti ce l’hanno con te e con me no?”. È la domanda che ha rivolto a Catherine durante uno dei confronti più recenti.

Secondo quanto emerge dal racconto, per anni l’uomo avrebbe accettato il carattere forte e accentratore della moglie, ma gli scontri con l’assistente sociale e le critiche pubbliche rivolte ai giudici, definiti “ignoranti”, avrebbero contribuito ad alzare la pressione. A un certo punto Nathan avrebbe posto un ultimatum: “Basta, adesso o fai come dico io o mi riprendo da solo i nostri figli”.

Famiglia nel bosco: immagine collegata al caso dei tre bambini

La precisazione: nessun rischio di adozione e misure temporanee

Mentre la vicenda continua a far discutere, dalle istituzioni arriva un chiarimento che sposta il focus su ciò che conta: la tutela dei minori. In una nota ufficiale è intervenuta la Garante per l’Infanzia della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, per precisare la situazione dei tre bambini.

“In relazione alle notizie circolate sulla vicenda dei minori appartenenti alla cosiddetta ‘famiglia nel bosco’, ritengo necessario fornire alcuni chiarimenti. Allo stato attuale non esiste alcun rischio di adozione dei bambini e il provvedimento adottato non ha mai previsto la separazione definitiva dei minori dalla loro famiglia. Si tratta di misure temporanee di tutela, disposte esclusivamente nell’interesse dei minori”.

Famiglia nel bosco: seconda immagine sul caso e sull'intervento del garante

I fratelli non saranno separati: le soluzioni allo studio

Nella stessa nota, la garante ha voluto mettere un altro punto fermo: niente separazione tra i tre fratelli. “È inoltre opportuno precisare – continua la Garante – che i tre bambini non saranno separati tra loro. Non è corretto affermare che non esistano strutture disponibili ad accoglierli.”

Secondo De Febis, le istituzioni competenti stanno valutando tutte le possibilità, inclusa l’eventualità che i minori restino nella struttura che li ospita oggi, con un obiettivo chiaro: evitare ulteriori traumi. Un passaggio che prova a riportare la discussione su un piano più concreto, al di là delle reazioni e delle mobilitazioni.

Il sit-in e l’episodio denunciato: “un fatto inaccettabile”

La garante ha poi richiamato l’attenzione su un aspetto spesso trascurato quando la cronaca diventa “caso”: nelle comunità ci sono anche altri minori, e la loro tutela deve restare prioritaria. “Va tuttavia ricordato che nelle comunità sono presenti anche altri minori, la cui tutela deve essere garantita.”

“I responsabili della struttura mi hanno inoltre rappresentato un episodio grave avvenuto sabato scorso: mentre si svolgeva un sit-in all’esterno, una minorenne ospite della comunità è stata pesantemente offesa perché scambiata per un’operatrice. Si tratta di un fatto inaccettabile”.

L’appello finale: rispetto e responsabilità per tutti i minori

In chiusura, De Febis ha rivolto un appello netto, chiedendo un cambio di passo nei toni e nei comportamenti. “Rivolgo pertanto un appello al massimo rispetto per tutti i minori presenti nella struttura e per le loro vite.”

“Come Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo sto seguendo personalmente la vicenda e adotterò, nell’esercizio delle mie funzioni, tutti i provvedimenti necessari a tutela dei diritti dei minori coinvolti”. Un messaggio che, al di là del rumore mediatico sulla famiglia nel bosco, ribadisce la priorità: la protezione dei bambini.

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