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Venezia, perseguita per otto anni il prof che lo ha bocciato: “Mi hai rovinato la vita”. Scatta il braccialetto elettronico

Pubblicato: 12/03/2026 11:38

Un debito formativo, una bocciatura vissuta come un’umiliazione e una rabbia mai sopita hanno trasformato un’esperienza scolastica in un incubo quasi decennale per un docente della provincia di Venezia. Quella che poteva essere una semplice battuta d’arresto nella carriera di uno studente si è trasformata in un’ossessione costante, alimentata dall’idea di un torto subito che, agli occhi del giovane, avrebbe segnato per sempre la sua vita.

Il legame tra passato e presente, tra un voto scolastico e le conseguenze emotive di anni di rancore, ha portato a un crescendo di comportamenti persecutori che, pur non essendo mai sfociati in violenza fisica, hanno gravato pesantemente sulla serenità quotidiana del docente. Messaggi offensivi, post diffamatori e incursioni in chat private hanno segnato gli ultimi anni, creando un clima di pressione psicologica costante.
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L’inizio della persecuzione

La vicenda ha preso forma a Favaro Veneto, in provincia di Venezia, quando il ragazzo oggi 26enne frequentava le scuole superiori. Circa otto anni fa, la bocciatura in una materia chiave aveva rappresentato un colpo durissimo per il giovane, che si era sentito esposto al giudizio dei compagni e della famiglia. L’insegnante che aveva firmato il provvedimento scolastico divenne così, agli occhi dello studente, il responsabile di quella “rovina” personale, scatenando una vera e propria ossessione.

Dopo il percorso scolastico, concluso ormai da anni, la rabbia del giovane non si è placata: compiuti i 19 anni, ha dato il via a una campagna di stalking digitale, utilizzando i social network come strumenti per molestare il docente. Post diffamatori, messaggi offensivi e intrusioni in chat collettive hanno alimentato un clima di intimidazione psicologica costante, che il professore ha definito logorante.

Il provvedimento del tribunale

Lo scorso febbraio, esasperato dall’ennesima serie di messaggi minacciosi, il docente ha deciso di sporgere querela, portando la vicenda davanti alla magistratura. Il GIP del Tribunale di Venezia ha emesso un provvedimento restrittivo nei confronti del giovane, stabilendo il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal docente e il divieto assoluto di comunicare con lui in qualsiasi forma.

Il ragazzo, già condannato tre anni fa per atti persecutori nei confronti dello stesso docente, ha così visto aggravarsi la misura a causa della persistenza delle molestie. La novità più significativa riguarda l’attivazione di un braccialetto elettronico, dispositivo di controllo finalizzato a garantire il rispetto delle distanze e interrompere definitivamente la catena di persecuzioni.

Relazione tra professoressa e alunno

L’impatto sul docente

Per l’insegnante, gli anni di pressioni psicologiche e stalking digitale hanno avuto conseguenze profonde sulla vita quotidiana e sulla serenità personale. La continuità delle molestie, protrattasi quasi per un decennio, ha reso evidente come un evento scolastico potesse trasformarsi in un fattore di stress cronico.

La magistratura, intervenendo con strumenti più severi come il braccialetto elettronico, punta a tutelare il docente e a porre fine a una vicenda che, pur iniziata per un fatto scolastico di routine, ha mostrato la pericolosa escalation di rancore e ossessione.

Il caso di Favaro Veneto evidenzia quanto la persecuzione digitale possa diventare un fenomeno di lunga durata, capace di influire pesantemente sulla vita delle vittime. Al tempo stesso, sottolinea l’importanza degli strumenti di prevenzione e controllo messi a disposizione dalla magistratura per affrontare comportamenti ossessivi e reiterati.

La vicenda rimane un monito su come un rifiuto scolastico possa degenerare, nel tempo, in uno stalking costante, e sull’importanza di un intervento tempestivo per tutelare chi subisce molestie psicologiche, sia nel mondo reale sia in quello digitale.

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